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Calcolo stipendio netto

Dalla RAL al netto in busta paga 2026: contributi INPS, IRPEF con il secondo scaglione al 33%, detrazioni, cuneo fiscale e addizionali.

Il netto in busta paga si ricava dalla RAL in due passaggi. Prima si tolgono i contributi previdenziali del dipendente, poi l'IRPEF, calcolata a scaglioni sul reddito residuo e ridotta dalle detrazioni. Le imposte locali abbassano ancora l'importo, mentre il cuneo fiscale lo aumenta per i redditi più bassi.

Mensilità

La somma delle due aliquote. Quella regionale va dall'1,23% al 3,33%.

Netto per mensilità

1805,89 €

  • Netto78%
  • IRPEF e addizionali13%
  • Contributi INPS9%
RAL
30.000,00 €
Contributi INPS
2757,00 €
IRPEF netta
3221,60 €
Addizionali regionale e comunale
544,86 €
Netto annuo
23.476,54 €
Quota trattenuta sul lordo
21,74%

Inserisci la retribuzione annua lorda, scegli se il contratto prevede tredici o quattordici mensilità e indica l'aliquota complessiva delle addizionali: il risultato mostra quanto arriva sul conto a ogni cedolino e nell'intero anno. Le regole sono quelle in vigore nel 2026 per un dipendente del settore privato con contratto a tempo indeterminato, senza familiari a carico.

Dalla RAL allo stipendio netto, passo per passo

La RAL è la cifra scritta nel contratto, prima di qualsiasi trattenuta. Per capire che cosa ne resta conviene seguire l'ordine in cui lavora l'ufficio paghe. Con 30.000 € lordi annui:

  1. si tolgono i contributi INPS a carico del lavoratore, pari a 2757,00 €;
  2. ciò che rimane, 27.243,00 €, è l'imponibile fiscale su cui si calcola l'IRPEF;
  3. applicando gli scaglioni si ottiene un'imposta lorda di 6265,89 €;
  4. le detrazioni per lavoro dipendente (2044,29 €) e l'ulteriore detrazione (1000,00 €) la riducono a 3221,60 €;
  5. sullo stesso imponibile si pagano le addizionali, qui 544,86 €.

Il netto annuo è quindi 23.476,54 €, cioè 1805,89 € per ciascuna delle tredici mensilità. Tra contributi e imposte se ne va il 21,7% del lordo. Lo stesso esempio compare tra i casi di verifica in fondo alla pagina.

I contributi INPS a carico del lavoratore

Per la maggior parte dei dipendenti privati la quota trattenuta in busta paga è il 9,19% della retribuzione, destinato soprattutto alla pensione. Sulla parte di stipendio che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile, fissata per il 2026 a 56.224 € annui (INPS, circolare n. 6 del 2026), si aggiunge un ulteriore 1%.

Una quota molto più ampia la versa il datore di lavoro, senza passare dal cedolino. I contributi del lavoratore, invece, sono deducibili: abbassano il reddito su cui si calcolano IRPEF e addizionali, ed è per questo che vengono sottratti per primi.

Scaglioni e aliquote IRPEF 2026

Nel 2026 l'IRPEF conta tre scaglioni di reddito imponibile, ognuno con la propria aliquota.

Imposta sul reddito delle persone fisiche
Reddito imponibileAliquota
fino a 28.000 €23%
da 28.000 € a 50.000 €33%
oltre 50.000 €43%

La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha portato il secondo scaglione al 33%, due punti in meno rispetto all'anno precedente. Ogni aliquota colpisce solo la fetta di reddito compresa nel proprio scaglione: chi supera una soglia paga di più soltanto sugli euro eccedenti.

L'aliquota marginale, quella applicata all'ultimo euro guadagnato, non coincide quindi con il peso medio delle imposte. Nella fascia in cui le detrazioni si riducono al crescere del reddito, un aumento lordo può rendere in netto meno di quanto l'aliquota nominale lascerebbe pensare.

Come funzionano le detrazioni per lavoro dipendente?

L'articolo 13 del TUIR riconosce a chi lavora alle dipendenze uno sconto sull'imposta lorda che diminuisce con il reddito complessivo. Fino a 15.000 € spettano 1955 € annui. Tra 15.000 € e 28.000 € l'importo parte da 1910 € più una quota che si assottiglia man mano, mentre tra 28.000 € e 50.000 € scende da 1910 € fino ad azzerarsi.

Chi dichiara tra 25.000 € e 35.000 € riceve altri 65 €. La detrazione è proporzionata ai giorni lavorati: chi viene assunto a metà anno ne ottiene solo una parte.

Per questo il netto non si ottiene togliendo dal lordo l'aliquota del proprio scaglione. L'IRPEF lorda si calcola per fette di reddito, ciascuna con la sua aliquota, e da quella cifra si sottraggono le detrazioni, che per un dipendente con reddito medio o basso valgono molte centinaia di euro l'anno. I contributi INPS, invece, vengono tolti prima, perché riducono il reddito su cui si applica l'imposta. Le addizionali regionale e comunale si calcolano sullo stesso imponibile ma non godono delle detrazioni. Il risultato è che due persone con lo stesso scaglione possono pagare somme diverse: basta un reddito leggermente più alto per vedere la detrazione assottigliarsi. È anche il motivo per cui un aumento lordo si traduce in un aumento netto più piccolo di quanto suggerisca l'aliquota nominale, soprattutto nelle fasce in cui le detrazioni scendono man mano che il reddito cresce.

Cuneo fiscale: somma esente, ulteriore detrazione e trattamento integrativo

Dal 2025 la riduzione del cuneo fiscale è strutturale (legge 30 dicembre 2024, n. 207) e passa interamente dal fisco. Con un reddito complessivo fino a 20.000 € il dipendente riceve una somma esente, che non concorre al reddito e spetta anche a chi non ha imposta da pagare. È una percentuale del reddito da lavoro:

  • 7,1% fino a 8500 €;
  • 5,3% fino a 15.000 €;
  • 4,8% fino a 20.000 €.

Oltre 20.000 € subentra un'ulteriore detrazione di 1000 €, piena fino a 32.000 € e decrescente fino a sparire a 40.000 €. Con una RAL di 40.000 €, per esempio, l'imponibile è 36.324,00 € e la detrazione vale 459,50 €.

Il trattamento integrativo, erede del vecchio bonus, vale fino a 1200 € l'anno. Sotto i 15.000 € spetta per intero se l'imposta lorda supera la detrazione da lavoro diminuita di 75 €; tra 15.000 € e 28.000 € solo quando alcune detrazioni, per esempio quelle per familiari a carico, superano l'imposta. Con 15.000 € lordi la somma esente è 721,94 € e il trattamento integrativo 1200,00 €.

Quanto pesano le addizionali locali?

Oltre all'IRPEF statale si pagano due imposte locali calcolate sullo stesso imponibile. L'addizionale regionale va dall'1,23% al 3,33%, e molte regioni la rendono progressiva per scaglioni. L'addizionale comunale, deliberata da ogni municipio, nella gran parte dei casi non supera lo 0,8% e talvolta prevede una soglia di esenzione.

30.000 € di RAL, tredici mensilità
Addizionali complessiveAddizionali annueNetto per mensilità
1,23%335,09 €1822,02 €
2%544,86 €1805,89 €
4,13%1125,14 €1761,25 €

Il calcolatore usa un'unica aliquota che somma le due voci: sostituirla con quelle della propria regione e del proprio comune rende la stima più vicina alla realtà.

Tredicesima, quattordicesima e conguaglio

La tredicesima è prevista da tutti i contratti collettivi e si riceve a dicembre. La quattordicesima dipende invece dal CCNL applicato: la prevedono, tra gli altri, il contratto del terziario e quello del turismo, che la versano in estate. Il lordo annuo non cambia; cambia solo il numero di parti in cui viene diviso.

30.000 € di RAL
MensilitàNetto per mensilitàNetto annuo
131805,89 €23.476,54 €
141676,90 €23.476,54 €

Con quattordici mensilità ogni cedolino scende a 1676,90 €, ma il totale dell'anno resta identico. L'importo delle singole buste paga può comunque variare: ritenute e detrazioni non si distribuiscono sempre in parti uguali, e a fine anno, o alla cessazione del rapporto, il datore di lavoro in veste di sostituto d'imposta effettua il conguaglio.

Quanto resta al variare della RAL

La tabella applica lo stesso calcolo a sette livelli di RAL, così si vede come cambiano netto e trattenute al crescere del lordo.

Tredici mensilità, addizionali al valore predefinito
RALNetto annuoNetto per mensilitàTrattenute
20.000 €17.303,84 €1331,06 €13,5%
25.000 €20.421,80 €1570,91 €18,3%
30.000 €23.476,54 €1805,89 €21,7%
35.000 €26.105,80 €2008,14 €25,4%
40.000 €28.057,43 €2158,26 €29,9%
50.000 €32.712,18 €2516,32 €34,6%
70.000 €42.686,09 €3283,55 €39%

La quota trattenuta cresce con il reddito, ma senza salti improvvisi: gli scaglioni lavorano per fette e le detrazioni si riducono in modo graduale.

Che cosa la stima non considera

La stima segue il caso più semplice, un dipendente a tempo indeterminato senza familiari a carico, e lascia fuori le voci legate alla situazione personale.

  • Le detrazioni per coniuge e altri familiari a carico, che riducono l'IRPEF di chi ne ha diritto.
  • Premi di produttività, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo e fringe benefit, soggetti a regole proprie.
  • Contratti a termine, part-time e rapporti iniziati o conclusi durante l'anno.
  • Le spese detraibili, come quelle mediche, che si recuperano con il modello 730 o con la dichiarazione dei redditi.
  • Trattenute come la cessione del quinto, che riducono l'accredito ma non il netto calcolato; la rata di un prestito si stima a parte.
  • I rimborsi spese, come il rimborso chilometrico per l'auto propria, che entro le tabelle ACI non sono reddito; la spesa di carburante per un viaggio si calcola a parte.

Il TFR non compare tra le trattenute: lo accantona il datore di lavoro e viene liquidato alla fine del rapporto o versato a un fondo pensione. Per un confronto con quanto trattenuto davvero, il documento di riferimento è la Certificazione Unica, che riepiloga redditi, contributi e ritenute dell'anno.

Domande frequenti

Quanto si prende netto con una RAL di 30.000 €?

Con tredici mensilità e addizionali al 2%, circa 1805,89 € a mensilità, per un netto annuo di 23.476,54 €.

Che differenza c'è tra RAL e stipendio netto?

La RAL è il lordo annuo del contratto. Il netto è ciò che resta dopo contributi INPS, IRPEF e addizionali, più le eventuali somme riconosciute in busta paga per i redditi bassi.

Che cosa cambia con l'IRPEF al 33%?

Dal 2026 la parte di reddito tra 28.000 € e 50.000 € è tassata al 33% invece che due punti in più. Il vantaggio riguarda solo chi supera la prima soglia e cresce fino alla seconda.

Chi ha diritto alla somma esente del cuneo fiscale?

I lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 20.000 €. La ricevono in busta paga senza pagarci imposte, anche se non hanno IRPEF da versare.

La quattordicesima fa aumentare lo stipendio annuo?

No. Se il contratto la prevede, la stessa RAL viene divisa in quattordici parti anziché tredici: ogni mensilità è più bassa, il totale dell'anno è lo stesso.

Perché il netto di dicembre è diverso dagli altri mesi?

A dicembre arriva la tredicesima e spesso il datore di lavoro effettua il conguaglio fiscale, che può restituire o trattenere imposta rispetto a quanto calcolato nei mesi precedenti.

Dove trovo le addizionali del mio comune?

Le aliquote sono pubblicate dal Dipartimento delle Finanze per ogni regione e comune. Sommando le due e inserendo il totale nel calcolatore la stima diventa più precisa.

Il TFR viene trattenuto dallo stipendio?

No. È una somma accantonata dal datore di lavoro in aggiunta alla retribuzione, che si riceve quando il rapporto termina o confluisce nella previdenza complementare.

Verificato su risultati noti

Ogni caso ha un risultato fissato dalla sua fonte. Il calcolatore lo ricalcola a ogni pubblicazione e una pagina che non corrisponde più non viene pubblicata.

Fonti

I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.

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