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Conservazione dei documenti di imprese e privati: per quanto tempo tenere ciascuno e da quando si può eliminare.

Cosa fanno gli strumenti per l'azienda

Gli strumenti di questa sezione applicano a un caso concreto le regole che imprese, professionisti e famiglie incontrano nella gestione delle carte, con la norma indicata accanto a ogni risultato. Il primo è il controllo dei tempi di conservazione dei documenti: si sceglie tra privato e impresa, si indica il documento con la sua data e compare il primo giorno in cui si può eliminare.

Il controllo copre 12 tipi di documenti privati, dal 730 alle bollette, e 3 tipi di documenti d'impresa. Per ognuno mostra il periodo, il giorno da cui decorre, la norma e se si tratta di un obbligo di legge, di una prescrizione o di una semplice indicazione. Un 730 presentato il 30 giugno 2026, per esempio, va conservato fino al 31 dicembre 2031.

Che cosa decide quanto si tengono i documenti

In Italia la durata dipende da due tipi di norme. Un obbligo di conservazione impone di tenere un documento per un periodo fisso; la prescrizione indica invece fino a quando qualcuno può ancora chiedere un pagamento, e quindi fino a quando una ricevuta serve come prova.

  • Codice civile: l'art. 2220 obbliga l'impresa a conservare scritture contabili, fatture e corrispondenza per 10 anni dall'ultima registrazione.
  • Accertamento fiscale: l'Agenzia delle Entrate può controllare una dichiarazione per 5 anni dopo la fine dell'anno in cui è stata presentata (art. 43 DPR 600/1973). Dal 1° gennaio 2027 la stessa regola si trova nell'art. 293 del Testo unico adempimenti e accertamento (D.Lgs. 141/2026).
  • Prescrizione: 2 anni per le bollette di luce, gas e acqua, 5 anni per canoni d'affitto e spese condominiali, 5 anni per le multe dal giorno della violazione.

Le due regole convivono. Per un'impresa il termine fiscale di solito scade prima di quello civile, ma un accertamento in corso obbliga a conservare le scritture finché non è definito, anche oltre il periodo del Codice civile.

Eliminare le carte scadute in sicurezza

Un documento si può eliminare dal giorno dopo la fine del suo periodo, e una pulizia dell'archivio parte da una data precisa. Il 15 gennaio 2027, per esempio, si possono eliminare le dichiarazioni presentate nel 2021 o prima e le fatture d'impresa del 2016 o precedenti, se non ci sono controlli aperti.

Le carte con codice fiscale, IBAN, redditi e dati sanitari contengono dati personali tutelati dalla normativa sulla privacy. Un distruggidocumenti a frammenti o un servizio di distruzione certificata le rende illeggibili, mentre un foglio intero gettato nella carta resta leggibile.

La conservazione digitale è ammessa: l'art. 2220 consente di tenere le scritture su supporti di immagine, e ai fini fiscali vale la conservazione a norma, con regole tecniche proprie. Una semplice scansione non ha lo stesso valore. Le pagine di questa sezione spiegano la norma e non sostituiscono un commercialista.