Casa e giardino
Distanze di alberi e siepi dal confine secondo il codice civile, con muro divisorio, usucapione e rami del vicino.
Cosa calcolano gli strumenti per casa e giardino
Gli strumenti per casa e giardino applicano a un caso concreto le regole che valgono intorno all'abitazione e tra vicini, sempre con la fonte ufficiale indicata. Il primo è il controllo delle distanze di alberi e siepi dal confine. Si indicano il tipo di pianta, la distanza dalla linea del confine, l'eventuale muro divisorio e la data della piantagione.
Una siepe viva piantata il 15 aprile 2019 a 30 cm dal confine, senza muro, risulta troppo vicina: mancano 20 cm ai 0,5 m del codice civile. Il controllo indica anche il giorno da cui l'usucapione la protegge, cioè il 16 aprile 2039, e ricorda le regole su rami e radici.
Che cosa decide la distanza di alberi e siepi
In Italia la distanza di una pianta dal confine dipende prima dalle norme locali e poi dal codice civile. L'art. 892 rinvia ai regolamenti comunali e, in loro mancanza, agli usi locali raccolti dalle Camere di commercio. Solo se entrambi tacciono valgono le misure del codice.
- Alberi di alto fusto, come noci, querce, pini e cipressi: 3 m.
- Alberi non di alto fusto, con il fusto che si divide in rami entro 3 m: 1,5 m.
- Viti, arbusti, siepi vive e piante da frutto alte fino a 2,5 m: 0,5 m.
- Siepi di ontano o di castagno recise al ceppo: 1 m; siepi di robinie: 2 m.
La misura va dalla linea del confine alla base esterna del tronco, presa al momento della piantagione. Un muro divisorio sul confine esonera dalle distanze le piante che non ne superano la sommità. Una pianta troppo vicina mantenuta per 20 anni dalla piantagione è protetta dall'usucapione, che però non copre l'altezza oltre il muro. Rami e radici che oltrepassano il confine seguono in ogni caso l'art. 896.
Prima di agire: accordo, mediazione e limiti delle pagine
Molte questioni di confine si chiariscono parlando con chi abita accanto, prima di qualunque passo formale. La legge non impone questo colloquio, ma un accordo scritto lascia traccia di quanto deciso su distanze, potature e tempi.
Senza accordo, il vicino può chiedere l'estirpazione delle piante troppo vicine (art. 894) e, accanto a un muro, la loro riduzione all'altezza della sommità. Di regola la lite passa prima dalla mediazione obbligatoria, prevista dall'art. 5 del D.Lgs. 28/2010 per le controversie sui diritti reali, e poi dal giudice di pace.
Il testo dei regolamenti si trova presso il comune, quello degli usi locali presso la Camera di commercio della provincia. Le pagine di questa sezione spiegano le norme e mostrano da dove vengono i numeri. Non danno consigli su cosa piantare o su come trattare con il vicino, e non sostituiscono un professionista o un organismo di mediazione.