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Calcolo NASpI

Indennità di disoccupazione INPS 2026: importo dalla retribuzione di quattro anni, décalage mese per mese, durata in giorni, data di fine e netto IRPEF.

La NASpI vale il 75% della retribuzione mensile di riferimento fino a 1456,72 €, più il 25% dell'eccedenza, con un tetto di 1584,70 € lordi nel 2026. Dal sesto mese scende del 3% al mese (dall'ottavo per chi ha almeno 55 anni) e dura metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni.

Ultimo giorno di lavoro

Data di cessazione; la NASpI decorre dall'ottavo giorno successivo se la domanda è già presentata

Da 55 anni il décalage parte dall'ottavo mese invece che dal sesto

Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale ordinaria non danno diritto alla NASpI

Dimissioni da un posto a tempo indeterminato negli ultimi 12 mesi

Se sì, dopo quell'uscita servono almeno 13 settimane di contributi

Lordo di un mese normale, uguale nei quattro anni; tredicesima e quattordicesima si scelgono sotto

Mensilità all'anno

Tredicesima e quattordicesima alzano la retribuzione di riferimento

Fino a 208: un anno pieno conta 52 settimane

Una NASpI già ricevuta consuma il doppio delle settimane pagate

Detrazioni per lavoro dipendente richieste all'INPS

Senza richiesta l'INPS non applica la detrazione e non paga il trattamento integrativo

NASpI lorda mensile nei primi mesi

1215,49 €

  • Netto99%
  • Trattenute IRPEF nette1%
Diritto alla NASpI
Sì, con i dati inseriti
IRPEF trattenuta al mese
116,65 €
Trattamento integrativo pagato in più
100,00 €
Netto mensile nei primi mesi
1198,84 €
Durata
728 giorni
Primo giorno pagato
7 novembre 2026
Ultimo giorno di NASpI
3 novembre 2028
Totale lordo sull'intera durata
23.521,99 €
Totale netto sull'intera durata
24.454,92 €
Retribuzione mensile di riferimento
1948,50 €
Settimane contate per la durata
208 settimane
Primo taglio del 3% dal
6 aprile 2027
Lordo mensile alla fine
660,98 €
Domanda online entro il
6 gennaio 2027
Addizionali regionali e comunali
Dovute sul reddito dell'anno, al conguaglio o con la dichiarazione
Cuneo fiscale
Non pagato sulla NASpI: si recupera nel 730 o nel modello Redditi

DalLordo mensileNetto mensile
7 novembre 20261215,49 €1198,84 €
6 aprile 20271179,03 €1170,77 €
6 maggio 20271143,65 €1143,53 €
5 giugno 20271109,34 €1117,11 €
5 luglio 20271076,06 €1091,48 €
4 agosto 20271043,78 €1066,63 €
3 settembre 20271012,47 €1042,52 €
3 ottobre 2027982,10 €1019,13 €
2 novembre 2027952,63 €996,44 €
2 dicembre 2027924,05 €974,44 €
1 gennaio 2028896,33 €953,09 €
31 gennaio 2028869,44 €932,39 €
1 marzo 2028843,36 €912,30 €
31 marzo 2028818,06 €892,82 €
30 aprile 2028793,52 €873,93 €
30 maggio 2028769,71 €855,59 €
29 giugno 2028746,62 €837,81 €
29 luglio 2028724,22 €820,57 €
28 agosto 2028702,49 €802,49 €
27 settembre 2028681,42 €781,42 €
27 ottobre 2028660,98 €660,98 €

Una stima a scopo informativo, non una consulenza finanziaria o legale. Avvertenze

Questo simulatore NASpI parte dalla retribuzione lorda mensile e dalle settimane di contributi dei quattro anni precedenti. Mostra con le cifre INPS del 2026 l'indennità lorda e netta di ogni mese, il décalage, la durata in giorni, la data di fine e il termine per la domanda.

L'importo mensile, dalla retribuzione alla soglia

La NASpI, la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego pagata dall'INPS, parte dalla retribuzione di riferimento. È la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, divisa per le settimane di contributi e moltiplicata per 4,33 (circolare INPS n. 94/2015). Fino a una soglia di 1456,72 € l'indennità vale il 75 per cento di quella base mensile. Oltre la soglia si aggiunge il 25 per cento della differenza. Il totale non supera il massimale di 1584,70 € lordi al mese. Soglia e massimale sono le cifre del 2026 (circolare INPS n. 4/2026) e si aggiornano ogni gennaio con l'inflazione. Con una base di 1948,50 €, per esempio, l'assegno dei primi mesi è 1215,49 €: 1092,54 € sulla soglia più un quarto dei 491,78 € che la superano.

Lo strumento ricava la base da uno stipendio costante: lordo mensile per il numero di mensilità, diviso 52 settimane e moltiplicato per 4,33. È l'articolo 4 del D.Lgs. 22/2015 applicato a un caso semplice, con lo stesso lordo in ogni mese. Con straordinari, aumenti o periodi a orario ridotto, la cifra ufficiale si allontana da questa stima.

Importo lordo dei primi mesi per quattro basi mensili, cifre 2026
Retribuzione di riferimentoIndennità lorda inizialeRegola applicata
1200,00 €900,00 €75% di tutta la base
2000,00 €1228,36 €75% della soglia più 25% dell'eccedenza
3000,00 €1478,36 €75% della soglia più 25% dell'eccedenza
4000,00 €1584,70 €massimale

Il massimale scatta da una base di 3425,36 €: sopra quel livello l'importo resta fermo, qualunque sia lo stipendio. Molte guide online riportano ancora la soglia di anni precedenti, più bassa, e ottengono cifre diverse. Lo strumento usa quelle dell'anno in cui finisce il rapporto.

Da quando scatta il décalage?

Il décalage scatta il primo giorno del sesto mese di indennità, cioè il 151° giorno, e da lì toglie il 3% ogni mese (circolare INPS n. 2/2022). Per chi ha compiuto 55 anni alla domanda l'importo resta pieno più a lungo: il primo taglio arriva con l'ottavo mese, al 211° giorno.

Questo calendario della riduzione del 3 per cento vale per i rapporti cessati dal 2022, come previsto dalla legge 234 del 2021. Prima partiva dal quarto mese per tutti, e molte pagine ripetono ancora quella regola. Per una cessazione di oggi non vale più.

Ogni taglio si applica sull'importo così determinato (circolare n. 122/2021), che lo strumento legge come l'importo già ridotto. I mesi si contano in blocchi di 30 giorni dalla decorrenza. Partendo da 1215,49 €, il sesto mese paga 1179,03 €, il settimo 1143,65 € e l'ultimo tratto 660,98 €. Alla fine resta il 54% dell'importo iniziale.

Durata e fine dell'indennità

L'indennità dura la metà delle settimane di contribuzione del quadriennio di osservazione, fino a un massimo di 24 mesi (circolare n. 194/2015). Le settimane che hanno già dato diritto a una prestazione restano fuori: un'indennità già ricevuta consuma il doppio delle settimane pagate.

Lo strumento esprime la durata in giorni, moltiplicando le settimane di indennità per 7. È una convenzione derivata dalla prassi, perché nessun testo primario fissa il passaggio. Con 208 settimane coperte si arriva a 104 settimane, cioè 728 giorni. Un numero dispari di settimane lascia mezza giornata, che lo strumento non conta.

Il primo giorno pagato è l'ottavo giorno dopo la cessazione, se la domanda è già presentata (INPS, scheda NASpI). Maternità, malattia, infortunio o un preavviso pagato e non lavorato spostano più avanti l'inizio; il modello non li considera.

Per tutto il periodo viene accreditata la contribuzione figurativa, cioè contributi riconosciuti senza versamenti, calcolati sulla stessa base dell'assegno.

Requisiti: disoccupazione involontaria e contributi

La NASpI spetta a chi perde un lavoro dipendente senza averlo scelto, cioè in stato di disoccupazione involontaria. Servono inoltre almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni prima della cessazione del rapporto di lavoro.

Il licenziamento, anche disciplinare, e la scadenza di un contratto a tempo determinato rientrano nella disoccupazione involontaria. Dal 2022 non conta più il vecchio requisito delle giornate di lavoro effettivo nell'anno prima della cessazione (circolare INPS n. 2/2022).

Restano esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni. Gli operai agricoli hanno una disoccupazione propria, con regole diverse.

Dimissioni, giusta causa e risoluzione consensuale

Le dimissioni volontarie escludono la NASpI, comprese quelle per fatti concludenti, desunte da un'assenza ingiustificata prolungata. Lo stesso vale per la risoluzione consensuale ordinaria, l'accordo con cui datore e dipendente chiudono il rapporto. Alcune uscite contano però come perdita involontaria:

  • le dimissioni per giusta causa, per esempio dopo un trasferimento non giustificato;
  • le dimissioni nel periodo protetto di maternità o paternità, da 300 giorni prima della data presunta del parto al primo compleanno del figlio;
  • la risoluzione consensuale nella procedura di conciliazione dell'articolo 7 della legge 604 del 1966;
  • la risoluzione consensuale dopo il rifiuto di un trasferimento a più di 50 km da casa o a più di 80 minuti con i mezzi pubblici;
  • il licenziamento con l'offerta di conciliazione dell'articolo 6 del D.Lgs. 23/2015 accettata.

Dal 2025 c'è un requisito in più (circolare INPS n. 98/2025). Chi nei 12 mesi prima ha lasciato un posto a tempo indeterminato, con dimissioni o risoluzione consensuale, deve accumulare 13 settimane di contributi dopo quell'uscita. Giusta causa, periodo protetto, procedura dell'articolo 7 e trasferimenti rifiutati non fanno scattare la regola. Importo e durata non cambiano.

La NASpI è tassata?

Sì: la NASpI è reddito di lavoro dipendente, come lo stipendio perso, e l'INPS trattiene l'IRPEF su ogni rata come sostituto d'imposta (circolare INPS n. 94/2015). Il calcolo non sottrae contributi previdenziali, perché il periodo è coperto da contribuzione figurativa.

Con la legge 199 del 2025, gli scaglioni IRPEF del 2026 sono 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 € e 43% oltre. Le detrazioni per lavoro dipendente dell'articolo 13 del TUIR entrano nella ritenuta solo se richieste con la domanda. Quelle per i familiari a carico restano fuori dal calcolo.

Con la detrazione arriva anche il trattamento integrativo, fino a 1200 € l'anno per redditi fino a 15.000 €, versato insieme all'indennità (circolare INPS n. 96/2020). Spetta solo se l'imposta lorda supera la detrazione ridotta di 75 €. Per questo il netto può superare il lordo: il décalage abbassa l'IRPEF mese dopo mese, mentre il credito resta di 100,00 € al mese.

Nell'esempio di questa pagina il sorpasso arriva dal mese 8: 1109,34 € lordi diventano 1117,11 € netti. Nell'ultimo tratto, su base annua, l'imposta lorda resta sotto la detrazione. L'IRPEF si azzera, il credito non spetta più e lordo e netto coincidono a 660,98 €.

Lo strumento calcola la ritenuta come su una busta paga: moltiplica l'importo del mese per dodici, applica scaglioni e detrazione e divide per dodici. A fine anno il conguaglio riallinea l'IRPEF al reddito effettivo, e arriva la Certificazione Unica. Per lo stipendio di un nuovo impiego, le stesse imposte si leggono nel calcolo dello stipendio netto.

Il cuneo fiscale introdotto nel 2025 non viene pagato ogni mese sulla NASpI. Comprende la somma esente fino a 20.000 € di reddito e l'ulteriore detrazione tra 20.000 € e 40.000 €. Chi ne ha diritto lo recupera nel 730 o nel modello Redditi (INPS, notizia "CU 2026: benefici fiscali"). Le addizionali regionali e comunali si pagano sul reddito dell'anno, al conguaglio o con la dichiarazione, e non compaiono nelle rate.

Lavoro, TFR e ferie non godute

Un nuovo impiego non fa perdere sempre l'indennità: gli articoli 9 e 10 del D.Lgs. 22/2015 distinguono i casi in base al contratto e al reddito previsto.

  • Un lavoro dipendente fino a 6 mesi, con reddito oltre il limite, sospende i pagamenti, che riprendono alla fine del contratto.
  • Un lavoro dipendente con reddito sotto il limite che conserva lo stato di disoccupazione mantiene la prestazione, ridotta dell'80% del reddito previsto.
  • Un'attività autonoma segue la stessa riduzione dell'80%, sul reddito annuo comunicato in anticipo.

Le pagine dell'Istituto riportano limiti di reddito diversi tra loro, quindi il modello non ne usa nessuno e calcola l'importo senza altri redditi. Chi avvia un'attività può anche incassare in una volta le mensilità residue, come spiegato nelle domande frequenti.

Il TFR non fa parte della base di calcolo e non cambia l'importo: ha una tassazione separata. L'indennità per le ferie non godute entra invece nella retribuzione dei quattro anni, e alza di poco la base. Le circolari consultate non le attribuiscono effetti sulla decorrenza, che slitta solo con il preavviso pagato e non lavorato.

Un esempio completo, mese per mese

Un calcolo NASpI completo con i valori iniziali dello strumento mostra tutti i passaggi insieme. Una persona di 40 anni viene licenziata il 30 ottobre 2026 dopo quattro anni pieni a 1800 € lordi per tredici mensilità, con le detrazioni richieste.

La base mensile è 1948,50 € e l'assegno lordo dei primi mesi 1215,49 €. Il netto è 1198,84 €: 116,65 € di IRPEF in meno e 100,00 € di trattamento integrativo in più. La domanda va presentata entro il 6 gennaio 2027; se arriva entro l'ottavo giorno, il primo giorno pagato è il 7 novembre 2026.

Il décalage parte il 6 aprile 2027 e l'ultimo tratto termina il 3 novembre 2028, dopo 728 giorni. In tutto l'INPS paga 23.521,99 € lordi e, con il trattamento integrativo, 24.454,92 € netti.

Esempio mese per mese: 40 anni, base mensile di 1948,50 €
MeseDalLordo mensileNetto mensile
1-57 novembre 20261215,49 €1198,84 €
66 aprile 20271179,03 €1170,77 €
76 maggio 20271143,65 €1143,53 €
85 giugno 20271109,34 €1117,11 €
142 dicembre 2027924,05 €974,44 €
2427 settembre 2028681,42 €781,42 €
25 (8 giorni)27 ottobre 2028660,98 €660,98 €

Con un'età di 57 anni e gli stessi dati, l'importo pieno dura fino al 4 giugno 2027 e il totale lordo sale a 24.580,13 €. Gli stessi conti, con altre età e retribuzioni, sono ripetuti nei casi di controllo.

Restano fuori dal modello la domanda presentata dopo l'ottavo giorno e gli eventi che spostano la decorrenza. Mancano anche i redditi da lavoro durante l'indennità, le detrazioni per familiari e il conguaglio di fine anno.

Domande frequenti

Come si calcolano le 13 settimane della NASpI?

Si sommano le settimane coperte da contributi contro la disoccupazione nei quattro anni prima della cessazione, anche di rapporti diversi. Ogni settimana con contributi conta intera, e un anno a tempo pieno ne porta 52. Per la durata, invece, non contano le settimane già usate per una NASpI precedente.

Le 13 settimane devono essere consecutive?

No. Il requisito chiede un minimo di settimane nel quadriennio, senza continuità: possono venire da contratti brevi in anni diversi. Fa eccezione chi ha rassegnato le dimissioni da un posto fisso nell'ultimo anno: servono altrettante settimane dopo quell'uscita.

La NASpI spetta dopo un contratto a tempo determinato?

Sì: la scadenza del termine è una perdita involontaria del lavoro, con le stesse regole di importo e durata. Se però il contratto a termine segue dimissioni da un posto a tempo indeterminato negli ultimi 12 mesi, servono 13 settimane di contributi tra quell'uscita e la scadenza.

Quanto è la NASpI massima netta?

Il lordo massimo del 2026 è 1584,70 € al mese, raggiunto con una base mensile da 3425,36 € in su. Con le detrazioni richieste l'INPS trattiene 136,79 € di IRPEF e il netto dei primi mesi è 1447,91 €. A quel reddito il trattamento integrativo non spetta, e il décalage riduce poi anche il massimo.

NASpI dopo i 50 anni: quanto dura?

La durata non dipende dall'età: metà delle settimane contributive del quadriennio, fino a 24 mesi. L'età conta solo per il décalage, che da 55 anni parte dall'ottavo mese invece che dal sesto. A 57 anni, con i dati dell'esempio, l'indennità finisce comunque il 3 novembre 2028.

Quando si presenta la domanda e da quando decorre?

La richiesta si invia online all'INPS e segue la regola della domanda entro 68 giorni dalla cessazione (INPS, scheda NASpI). Se arriva entro l'ottavo giorno, i pagamenti partono da quel giorno; se arriva dopo, dal giorno successivo alla domanda. Per un licenziamento del 30 ottobre 2026 il termine scade il 6 gennaio 2027.

La NASpI vale per la pensione?

Sì. Per tutta la durata l'INPS accredita contributi figurativi sulla retribuzione di riferimento, fino a 1,4 volte l'importo massimo mensile: 2218,58 € al mese nel 2026. Lo prevede l'articolo 12 del D.Lgs. 22/2015, e quei mesi contano come periodi coperti da contributi.

Si può chiedere la NASpI in un'unica soluzione?

Sì, con la NASpI anticipata dell'articolo 8 del D.Lgs. 22/2015: chi avvia un'attività autonoma, un'impresa individuale o entra in una cooperativa può ricevere in una volta l'importo non ancora pagato. Qui non viene calcolata; il totale lordo delle mensilità residue ne dà l'ordine di grandezza.

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Fonti

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