Calcolo ferie non godute
Quanto valgono ferie residue, permessi ROL ed ex festività a fine rapporto: giorni maturati, divisore del CCNL, indennità lorda e stima del netto.
A fine rapporto ogni giorno di ferie maturato e non fruito si paga con un'indennità pari alla retribuzione giornaliera. Questa corrisponde allo stipendio lordo mensile diviso per il divisore del contratto collettivo, spesso 26 o 22. La somma spetta per qualunque causa di cessazione e sconta IRPEF e contributi come la normale retribuzione.
Solo elementi continuativi: paga base, contingenza, scatti, superminimo
Quelli del tuo CCNL, per esempio 26 nel Terziario
Mesi lavorati da gennaio o dall'assunzione, secondo la regola del CCNL
Ferie maturate prima dell'anno in corso e mai godute
Il saldo in ore riportato sul cedolino
Indennità lorda
803,89 €
- Netto60%
- IRPEF e addizionali31%
- Contributi INPS9%
- Giorni maturati nell'anno
- 19,50
- Giorni da pagare
- 9,50
- Retribuzione giornaliera
- 84,62 €
- IRPEF e addizionali stimate
- 249,33 €
- Contributi INPS stimati
- 73,88 €
- Netto stimato
- 480,68 €
- Scritto e verificato da Muhammad Abdullah Awais
- Dati verificati il
- 4 fonti
- Metodologia
Inserisci la retribuzione mensile, i giorni di riposo annuo che il tuo contratto collettivo riconosce, i mesi maturati e i giorni già goduti. Il risultato mostra le giornate da pagare quando il rapporto finisce e il loro valore lordo. Aggiunge una stima di quanto arriva sul conto dopo tasse e contributi. Puoi aggiungere le ore di permesso non usate. Le regole sono quelle italiane per il lavoro dipendente privato.
Quanto valgono i giorni di ferie residui
Le ferie non godute alla fine del rapporto si pagano in denaro, con un'indennità. Il calcolo ferie non godute procede in tre passaggi. Il primo conta le ferie maturate: i giorni annui del contratto moltiplicati per i ratei, cioè i mesi maturati, e divisi per dodici. Il secondo trova le ferie residue: le maturate meno quelle godute, più i giorni rimasti dagli anni precedenti. Il terzo dà il valore: ogni giorno vale la retribuzione giornaliera, ossia la retribuzione lorda mensile divisa per il divisore convenzionale. Con 2200 € lordi al mese, 26 giorni l'anno e 9 mesi maturati, spettano 19,5 giorni. Tolti i 10 già goduti, ne restano 9,5. A 84,62 € al giorno, con divisore 26, l'indennità lorda è di 803,89 €. Dopo imposte e contributi ne arrivano circa 480,68 €, il 60% della somma.
Il calcolatore arrotonda il valore del giorno al centesimo prima di moltiplicarlo per i giorni. Un anno intero con divisore 26 è ricalcolato tra i casi di verifica più in basso, con tutti i passaggi.
Indennità sostitutiva delle ferie non godute: quando spetta
Il Decreto legislativo 66/2003, articolo 10, riconosce a ogni dipendente un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Questo minimo non può essere sostituito da un pagamento finché il rapporto dura. L'unica eccezione è la cessazione del rapporto di lavoro: solo allora i giorni rimasti diventano denaro.
Il divieto di monetizzazione protegge un diritto che la Carta fondamentale considera irrinunciabile. L'articolo 36 della Costituzione afferma che chi lavora non può rinunciare alle ferie annuali retribuite. Un accordo che scambia il riposo minimo con soldi, a rapporto in corso, è quindi privo di effetto.
L'indennità sostitutiva spetta qualunque sia la causa della fine del contratto: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine, pensionamento o risoluzione consensuale. I giorni che il CCNL concede oltre il minimo di legge seguono invece le regole del contratto stesso, che a volte ne permette il pagamento anche prima.
Come maturano i ratei mensili?
Le ferie crescono di un dodicesimo per ogni mese di servizio. Con 26 giorni annui ogni rateo vale un dodicesimo di quella dotazione, e dopo 9 mesi il totale è di 19,5 giorni. Nell'anno dell'assunzione si contano i mesi dal primo giorno di lavoro. Molti CCNL contano come mese intero la frazione di almeno 15 giorni e ignorano quella inferiore. Il calcolatore lavora su mesi interi: arrotonda tu il mese finale secondo la regola del tuo contratto.
Ai giorni dell'anno in corso si sommano quelli arretrati. Se al dipendente dell'esempio restano 4 giorni dagli anni precedenti, l'importo lordo sale a 1142,37 €. Il cedolino di solito riporta questi saldi nella sezione ferie, divisi tra anno corrente e anno precedente.
Può capitare anche il contrario. Con 22 giorni goduti a fronte di 19,5 maturati, ci sono 2,5 giorni usati in anticipo e il risultato è zero. Se e come quei giorni vengano recuperati dalle competenze finali dipende dal contratto.
Divisore 26 o 22: la retribuzione giornaliera nel CCNL
La legge fissa il minimo; giorni, divisori e base di calcolo li stabilisce il CCNL. Nel CCNL Terziario, per esempio, spettano 26 giorni contati su una settimana di sei giorni, e la paga di un giorno è la mensile divisa per 26. I contratti che contano la settimana corta usano spesso 22: meno giorni di ferie, ma ognuno vale di più.
| Divisore | Settimana contata | Valore di un giorno |
|---|---|---|
| 26 | sei giorni, sabato compreso | 84,62 € |
| 22 | cinque giorni | 100,00 € |
Con 22 giorni annui e divisore 22, lo stesso stipendio e gli stessi 9 mesi portano a 6,5 giorni da pagare, per 650,00 €. Il divisore va quindi letto nel contratto applicato, non scelto a caso.
Nella retribuzione mensile entrano gli elementi continuativi della retribuzione: di norma paga base, contingenza, scatti di anzianità e superminimo. Ne restano fuori straordinari occasionali, rimborsi spese e premi una tantum, salvo diversa previsione del contratto. Alcuni CCNL, come quello dei metalmeccanici, tengono il conto delle ferie in ore: in quel caso dividi il saldo per l'orario giornaliero prima di inserirlo.
Nel part-time orizzontale i giorni di ferie restano gli stessi del tempo pieno, mentre la paga si riduce. A metà orario, con 1100 € al mese, ogni giorno vale 42,31 € e i 9,5 giorni residui valgono 401,95 €. Nel part-time verticale, di norma, le ferie maturano in proporzione ai periodi lavorati.
Permessi ROL ed ex festività residui
Accanto alle ferie, molti contratti riconoscono due pacchetti di ore retribuite. I permessi ROL, cioè di riduzione dell'orario di lavoro, accorciano l'orario annuo. Le ex festività compensano alcune festività civili e religiose soppresse. Nel CCNL Terziario i ROL arrivano a 56 ore l'anno, 72 nelle aziende con più di 15 dipendenti, e le ex festività a 32 ore.
Le ore non usate si pagano a parte. Il valore di un'ora è la retribuzione mensile divisa per il divisore orario: 168 nel Terziario, 173 nei metalmeccanici. Con 2200 € al mese, 40 ore residue valgono 524,00 € con divisore 168 e 508,80 € con 173. Il calcolatore le somma alle ferie e mostra le due voci separate, come fanno le competenze di fine rapporto.
IRPEF e contributi sull'indennità
Per l'Agenzia delle Entrate (risposta n. 5 del 2019) l'indennità per ferie non fruite è reddito di lavoro dipendente, quindi tassabile. Subisce l'IRPEF con le addizionali regionale e comunale, oltre ai contributi INPS a carico del dipendente. Sui 803,89 € dell'esempio la stima è di 249,33 € di imposte e 73,88 € di contributi.
La stima applica la tassazione ordinaria: somma l'importo al reddito dell'anno e misura quanto cresce il netto. Per questo il prelievo dipende dal resto dello stipendio. Con 14 mensilità, lo stesso importo lascia 414,04 € invece di 480,68 €, perché il reddito annuo è più alto. Con 3500 € al mese resta il 51% dei 1278,89 € lordi. Il calcolo stipendio netto scompone il resto della busta paga, detrazioni comprese.
Per i giorni maturati negli anni precedenti alcuni consulenti sostengono la tassazione separata. L'Agenzia delle Entrate non ha confermato questa lettura, e la stima tassa tutto in modo ordinario.
Quando si perdono le ferie e chi deve provarlo?
Il decreto divide il minimo annuale in due parti. Almeno due settimane vanno godute nell'anno di maturazione, consecutive se il lavoratore lo chiede. Il resto va fruito entro i diciotto mesi successivi alla fine di quell'anno. Superata la scadenza, i giorni non svaniscono in automatico.
La Corte di giustizia dell'Unione europea, nelle sentenze del 6 novembre 2018 (cause C-619/16 e C-684/16), ha fissato un principio. Il diritto si perde solo se il datore ha messo il dipendente in condizione di esercitarlo. Con l'ordinanza 16603 del 14 giugno 2024 la Corte di Cassazione ha applicato il principio: l'onere della prova ricade sull'azienda. Deve dimostrare di aver invitato formalmente a godere il riposo e di aver avvisato che altrimenti sarebbe andato perso.
Sul piano contributivo la scadenza conta già prima della fine del rapporto. Secondo l'INPS (circolare 186/1999), al diciottesimo mese dopo l'anno di maturazione i contributi sulle ferie non fruite sono dovuti anche senza pagamento. Se il dipendente gode poi quei giorni, i contributi versati si recuperano. Sul termine di prescrizione per chiedere l'indennità le opinioni divergono.
Cosa resta fuori dal risultato
Il risultato descrive il caso tipico di un dipendente senza carichi di famiglia, mentre alcune somme dovute alla cessazione restano escluse.
- Le frazioni di mese: i ratei sono mesi interi, secondo la regola del tuo contratto.
- Detrazioni per familiari a carico e altri redditi: il netto usa un dipendente senza carichi, con lo stipendio pagato per tutto l'anno e le addizionali medie.
- L'eventuale tassazione separata sui giorni degli anni precedenti e l'imposta sostitutiva sugli aumenti contrattuali.
- Il trattamento di fine rapporto, l'indennità di preavviso e altre voci delle competenze finali.
- Le trattenute per ferie godute in anticipo, che dipendono dal contratto.
Domande frequenti
Se mi dimetto, le giornate non fruite vengono pagate?
Sì. Le dimissioni non fanno perdere i giorni maturati. La Corte di giustizia dell'Unione europea, con la sentenza del 18 gennaio 2024 (causa C-218/22), ha confermato che l'indennità spetta anche a chi lascia il lavoro volontariamente.
Spettano anche in caso di licenziamento per giusta causa?
Sì. Il diritto all'indennità non dipende dal motivo per cui il rapporto finisce. Vale per il licenziamento disciplinare come per quello economico, per la scadenza di un contratto a tempo determinato e per il pensionamento.
Come si leggono le ferie non godute in busta paga?
Compaiono nell'ultima busta paga, tra le competenze di fine rapporto, come voce a parte con giorni, valore unitario e importo. ROL ed ex festività hanno righe proprie in ore. Le cifre si sommano al resto del mese e subiscono le stesse trattenute.
Le ferie residue rientrano nel TFR?
Sono due voci distinte. Il TFR si accantona ogni anno sulla retribuzione, mentre l'indennità per le ferie si paga una volta sola alla fine. Se l'indennità entri nella base del TFR dipende dal CCNL applicato; questo calcolo non se ne occupa.
Posso farmi pagare le ferie invece di prenderle?
Non per il minimo legale finché lavori: la legge vieta di sostituirlo con denaro prima della cessazione. I giorni aggiuntivi previsti dal CCNL possono avere regole diverse, se il contratto lo consente.
Posso fare le ferie durante il preavviso?
Il preavviso non si conta come ferie: serve a trovare un nuovo impiego o un sostituto. Se le parti concordano giorni di riposo in quel periodo, di norma il preavviso si allunga di altrettanto. Quei giorni escono poi dall'indennità. Durante il preavviso lavorato le ferie continuano a maturare.
Cosa succede con le dimissioni senza preavviso?
Le ferie maturate restano dovute. Il datore però può trattenere dalle competenze finali l'indennità di mancato preavviso prevista dal CCNL. Il netto dell'ultimo cedolino può quindi risultare molto più basso dell'importo calcolato qui.
Con un contratto a tempo determinato come si calcolano?
Allo stesso modo, sui mesi di durata del contratto. Con 26 giorni di dotazione annua, un contratto di sei mesi ne fa maturare la metà. Alla scadenza quelli non goduti si pagano con l'ultimo stipendio.
Verificato su risultati noti
Ogni caso ha un risultato fissato dalla sua fonte. Il calcolatore lo ricalcola a ogni pubblicazione e una pagina che non corrisponde più non viene pubblicata.
2.340 € lordi al mese, 26 giorni l'anno, 16 goduti: 10 giorni a 2.340 / 26 = 90 € il giorno
- Atteso
- 900,00 €
- Questo calcolatore
- 900,00 €
Calcolato secondo Decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, art. 10 (Ferie annuali)(si apre in una nuova scheda)Apri questo caso
Fonti
I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.
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