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Calcolo imposte acquisto casa

Imposte sull'acquisto della casa da privato o da impresa: registro 2% o 9%, IVA, prezzo-valore, sostitutiva sul mutuo, notaio e agenzia in un totale.

Da un privato si paga l'imposta di registro: 2% sulla prima casa, 9% sulle altre, mai meno di 1000 €. Si aggiungono 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di imposta catastale. Da un'impresa con IVA si versa l'IVA al 4%, al 10% o al 22%, più 200 € per ciascuna delle tre imposte.

Prezzo indicato nel rogito

Chi vende

Un'impresa vende con IVA entro 5 anni dalla fine dei lavori o se sceglie l'IVA; un'impresa senza IVA conta come privato

Agevolazioni prima casa

Residenza nel comune entro 18 mesi, nessun'altra casa nel comune, nessuna casa agevolata se non venduta entro due anni

Categoria A/1, A/8 o A/9

Abitazioni signorili, ville, castelli: mai prima casa

Prezzo-valore

Imposte sul valore catastale invece che sul prezzo; solo vendite senza IVA a un privato

Rendita della visura catastale, non rivalutata

Registro o IVA pagati sulla prima casa venduta, se si ricompra entro un anno

Somma prestata dalla banca, 0 senza mutuo

Importo con IVA; non esiste una tariffa nazionale

Percentuale sul prezzo, IVA esclusa; si aggiunge l'IVA al 22%

Imposte e spese oltre il prezzo

2179,00 €

Imposta di registro
2079,00 €
Imposta ipotecaria
50,00 €
Imposta catastale
50,00 €
Spese sul prezzo
1,09%
Prezzo più imposte e spese
202.179,00 €
Agevolazioni prima casa
Applicate
Base imponibile: valore catastale
103.950,00 €
Aliquota del registro
2%
Registro calcolato sul prezzo
4000,00 €
Risparmio con il prezzo-valore
1921,00 €
Chi versa le imposte
Il notaio, alla registrazione

Una stima a scopo informativo, non una consulenza finanziaria o legale. Avvertenze

Il calcolo imposte acquisto casa parte da chi vende e dai requisiti di chi compra. Somma registro o IVA, imposte ipotecaria e catastale, sostitutiva sul mutuo, notaio e agenzia, con la base sul prezzo o sul valore catastale, per un acquisto in Italia.

Tasse acquisto casa: cosa si paga oltre al prezzo

Le tasse sull'acquisto di una casa dipendono da due fatti: chi vende e se l'acquisto gode delle agevolazioni prima casa. Da un privato, o da un'impresa che vende senza IVA, si paga l'imposta proporzionale di registro. L'aliquota è il 2% con i requisiti e il 9% negli altri casi, mai meno di 1000 €. Si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale, 50 € ciascuna (Agenzia delle Entrate, guida di ottobre 2025). Se l'impresa applica l'IVA, si versa invece l'IVA del 4%, del 10% o del 22%, più 200 € per ciascuna delle tre imposte. Si prenda una casa da 200.000 € con rendita catastale di 900 €, comprata da un privato con i requisiti e il prezzo-valore. Le imposte d'atto sono 2179 €, l'1,09% del prezzo; senza agevolazioni salgono a 10.306 €. Notaio, agenzia e imposta sostitutiva sul mutuo si sommano a parte.

Il calcolatore riunisce queste voci in un totale, con base, aliquota e risparmio del prezzo-valore. Le imposte d'atto le versa il notaio alla registrazione del rogito. I casi verificati riproducono gli esempi ufficiali della guida.

Acquisto da privato: registro proporzionale e imposte fisse

Quando vende un privato, l'imposta principale è il registro proporzionale, una percentuale della base imponibile. Si applica il 2% a una casa con le agevolazioni e il 9% alla seconda casa o alle categorie A/1, A/8 e A/9. Il risultato si arrotonda all'euro e non scende sotto l'imposta minima di 1000 €. Con una rendita di 300 €, il 2% del valore catastale darebbe 693 €, e si pagano 1000 €.

Ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa, 50 € l'una, e l'atto è esente da bollo e tasse ipotecarie. Lo stesso regime vale per un'impresa che vende in esenzione da IVA: nel calcolatore rientra nell'opzione del privato.

A partire dal 1° gennaio 2027 queste regole passano dal DPR 131/1986 al Testo unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123/2025). Aliquote e importi restano gli stessi, cambiano i numeri degli articoli.

Come si calcola il valore catastale dalla rendita?

Si moltiplica la rendita catastale per 1,05, cioè la rivalutazione del 5%, e poi per un coefficiente. Il coefficiente è 110 per la casa agevolata e 120 per le altre (legge 266/2005, articolo 1, comma 497). La rendita si legge nella visura catastale.

Con il prezzo-valore questo valore diventa la base imponibile al posto del prezzo. Nell'esempio ufficiale dell'Agenzia delle Entrate una casa con rendita di 900 € è venduta per 200.000 €. Con i requisiti la base è 103.950 € e il registro 2079 €, contro 4000 € sul prezzo. Senza, la base è 113.400 € e il registro 10.206 €, contro 18.000 €.

Il sistema si chiede al notaio nell'atto, che riporta comunque il prezzo reale. Vale per abitazioni e pertinenze vendute senza IVA a una persona fisica che non agisce come impresa. In cambio limita il potere di accertamento dell'Agenzia sul valore.

Con la base catastale il prezzo non entra più nel conto delle imposte. Se però il valore catastale supera il prezzo, il sistema costa di più, e il risultato lo segnala.

Quando si paga l'IVA sull'acquisto della casa?

Quando vende un'impresa costruttrice o di ripristino, entro 5 anni dalla fine dei lavori. Dopo quel termine la vendita è esente da IVA, salvo che l'impresa scelga l'imposta nell'atto o nel preliminare. Un privato non applica mai l'IVA.

L'aliquota segue i requisiti e le categorie catastali: 4% per l'abitazione agevolata, 10% per le altre, 22% per le categorie A/1, A/8 e A/9. Queste ultime sono abitazioni signorili, ville e castelli. L'IVA si calcola sul prezzo, mai sul valore catastale, e registro, ipotecaria e catastale costano 200 € ciascuna.

Su 200.000 € l'IVA vale 8000 €, 20.000 € o 44.000 €, e i totali 8600 €, 20.600 € e 44.600 €. Lo scorporo dell'IVA da un prezzo che la include si fa con il calcolo IVA.

Requisiti, credito d'imposta e decadenza

Le agevolazioni prima casa richiedono condizioni dichiarate nel rogito. La casa non deve essere in categoria A/1, A/8 o A/9. Chi compra deve avere la residenza nel comune della casa, trasferirla entro 18 mesi oppure lavorare in quel comune.

Non si può possedere un'altra casa nello stesso comune, né una casa comprata con i benefici altrove. Chi ne ha una agevolata può venderla entro due anni dal nuovo acquisto, per gli atti dal 1° gennaio 2025 (legge 207/2024). Le pertinenze rientrano nel beneficio, una per categoria tra C/2, C/6 e C/7.

Chi vende una casa agevolata e ne ricompra un'altra entro un anno riceve un credito d'imposta pari al registro o all'IVA pagati prima. Non supera l'imposta del nuovo atto e l'eccedenza non si rimborsa (Agenzia delle Entrate, risposta n. 117/2026). Con 5000 € di credito il registro di 2079 € si azzera e restano 100 €.

I benefici si perdono con dichiarazioni false, residenza non trasferita in tempo o vecchia casa non venduta nel termine. È la decadenza: si versano le imposte risparmiate, gli interessi e una sanzione del 30%.

L'agevolazione under 36 e le sue scadenze

L'agevolazione under 36 vale solo per i rogiti stipulati entro il 31 dicembre 2023. Il termine arriva al 31 dicembre 2024 se il preliminare era registrato entro il 31 dicembre 2023 (decreto Sostegni bis, DL 73/2021, e proroghe successive).

Per chi aveva meno di 36 anni e un ISEE entro il limite di legge, il beneficio azzerava registro, ipotecaria, catastale e sostitutiva sul mutuo. Sulle vendite con IVA dava un credito pari all'IVA pagata.

Molti simulatori la mostrano ancora. Al 7 ottobre 2026 nessuna agevolazione fiscale l'aveva sostituita, e il disegno di legge di bilancio per il 2027 non era stato presentato.

Notaio e agenzia: onorario e provvigione

Il notaio redige il rogito e, con un mutuo, anche l'atto di mutuo. Il suo onorario è libero dal 2012 (DL 1/2012): ogni studio fa un preventivo, che il calcolatore chiede IVA compresa. Con il prezzo-valore la legge riduce del 30% gli onorari, ma senza tariffa l'effetto non è misurabile.

La provvigione dell'agenzia immobiliare non ha una misura di legge e si concorda, di solito in percentuale sul prezzo; si aggiunge l'IVA al 22%. Per l'abitazione principale dà una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 1000 €, una volta sola (Agenzia delle Entrate, guida alle detrazioni 2026).

L'importo della provvigione va indicato nell'atto. Oltre 120.000 € di reddito la detrazione si riduce, e tra comproprietari si divide; il calcolatore mostra l'importo pieno.

Il mutuo e l'imposta sostitutiva

Con un mutuo è dovuta l'imposta sostitutiva sulla somma prestata: lo 0,25% se l'acquisto è agevolato, il 2% negli altri casi (circolare 19/E del 2005). La banca la trattiene all'erogazione del prestito.

Su 150.000 € di mutuo si pagano 375 € nel primo caso e 3000 € nel secondo. Rata e interessi sono un altro conto: li mostra il calcolo della rata. Perizia, istruttoria e polizze della banca restano fuori dal totale.

Un acquisto da 200.000 €, dal compromesso al rogito

Un acquisto passa spesso per due atti: il compromesso, cioè il contratto preliminare, e il rogito. Il preliminare si registra entro 30 giorni con 200 € di registro, più lo 0,5% della caparra, un'imposta che poi si scomputa dal registro del rogito.

Si prenda la stessa casa, venduta da un privato, con un mutuo di 150.000 €, un preventivo notarile di 2500 € e una provvigione del 3%. Con i requisiti il totale è 12.374 €, il 6,19% del prezzo. Le voci: 2179 € di imposte d'atto, 375 € di sostitutiva, 2500 € di notaio, 7320 € di agenzia.

Senza agevolazioni il totale sale a 23.126 €; da un'impresa con IVA sarebbe 18.795 €. Restano fuori lo scomputo dell'imposta sul preliminare, il credito d'imposta usato su un atto con IVA o in dichiarazione, le spese della banca e l'IMU.

Domande frequenti

Quanto costa il notaio per l'acquisto della prima casa con mutuo?

Non c'è un importo fisso: l'onorario è libero e ogni studio fa un preventivo. Con il mutuo gli atti sono due, compravendita e finanziamento, di solito nello stesso preventivo. Le imposte incassate dal notaio sono a parte.

Si paga l'IVA comprando casa da un privato?

No. Un privato non applica l'IVA: si pagano il registro del 2% o del 9% e le due imposte fisse da 50 €. L'IVA riguarda solo le vendite delle imprese.

Comprare da un'impresa costruttrice dopo 5 anni: IVA o registro?

Di regola il registro. Passati quei cinque anni la vendita è esente da IVA, a meno che l'impresa opti per l'IVA nell'atto o nel preliminare. In esenzione valgono le regole dei privati, prezzo-valore compreso.

L'imposta pagata sulla caparra del preliminare si recupera?

Sì, nelle vendite senza IVA: l'imposta dello 0,5% sulla caparra si scomputa dal registro del rogito. Per questo il registro finale può risultare inferiore a 1000 €. Il calcolatore mostra il registro intero, senza scomputo.

Come si calcola l'imposta di registro sulla seconda casa?

Con l'aliquota del 9%, sul prezzo oppure, con il prezzo-valore, sulla rendita per 1,05 per 120. Con 900 € di rendita il registro è 10.206 €; sul prezzo di 200.000 € sarebbe 18.000 €. Il minimo resta 1000 €.

Quali tasse si pagano comprando casa all'asta?

Le stesse di una compravendita. Le agevolazioni valgono anche per gli immobili comprati all'asta, e il prezzo-valore si applica agli acquisti in espropriazione forzata (guida dell'Agenzia delle Entrate). Le spese della procedura non sono stimate.

Quanto costa l'agenzia immobiliare per l'acquisto di una casa?

Quanto concordato: la provvigione non ha una misura di legge. Con il 3% su 200.000 € si pagano 7320 €, IVA compresa; per l'abitazione principale la detrazione IRPEF vale 190 €.

Cosa succede se vendo la prima casa entro cinque anni?

Si perdono le agevolazioni, salvo che entro un anno si compri un'altra casa da adibire ad abitazione principale. Altrimenti si versano le imposte risparmiate, gli interessi e la sanzione del 30%. Chi comunica all'Agenzia, entro l'anno, di non ricomprare paga solo differenza e interessi.

Verificato su risultati noti

Ogni caso ha un risultato fissato dalla sua fonte. Il calcolatore lo ricalcola a ogni pubblicazione e una pagina che non corrisponde più non viene pubblicata.

Fonti

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