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Calcolo rivalutazione pensioni

Aumento delle pensioni dal 1 gennaio 2027: perequazione per fasce sul lordo di dicembre, indice stimato o del decreto, netto con IRPEF e addizionali.

Dal 1 gennaio 2027 ogni pensione cresce con la perequazione automatica: indice pieno sulla quota fino a quattro volte il trattamento minimo, 90% tra quattro e cinque volte, 75% oltre. Il tasso ufficiale arriva con il decreto di novembre 2026. La stima dello strumento, sui dati Istat disponibili al 5 ottobre 2026, è del 2,7%.

Importo lordo di un mese, senza tredicesima, con tutte le pensioni della persona sommate

Stima dello strumento sui dati Istat; il tasso del decreto di novembre 2026 si può inserire qui

Aliquota della regione di residenza, base 1,23%; le fasce regionali non sono considerate

Aliquota del comune, in genere fino a 0,8%; le soglie di esenzione non sono considerate

Nuova pensione lorda mensile

1643,20 €

  • Netto79%
  • IRPEF e addizionali21%
Pensione lorda di dicembre
1600,00 €
Aumento lordo al mese
43,20 €
Aumento sulla pensione intera
2,7%
Aumento lordo nell'anno, tredicesima compresa
561,60 €
In vigore dal
1 gennaio 2027
Stato del tasso
Stima dello strumento sui dati Istat, non il tasso del decreto
Netto mensile prima dell'aumento
1263,09 €
Netto mensile dopo l'aumento
1291,56 €
Aumento netto al mese
28,47 €
Aumento sulla quota fino a 2447,40 €
43,20 €
Pensione lorda annua dopo l'aumento
21.361,60 €
IRPEF annua dopo la detrazione
3785,97 €
Detrazione per redditi di pensione
1127,20 €

VocePrimaDopo
Pensione lorda mensile1600,00 €1643,20 €
IRPEF trattenuta al mese301,72 €315,50 €
Addizionali trattenute al mese35,19 €36,14 €
Netto mensile1263,09 €1291,56 €
Lordo annuo, tredicesima compresa20.800,00 €21.361,60 €
IRPEF e addizionali dell'anno4042,89 €4219,61 €
Netto annuo16.757,11 €17.141,99 €

Una stima a scopo informativo, non una consulenza finanziaria o legale. Avvertenze

Il calcolo della perequazione, la cosiddetta rivalutazione pensioni, parte dal lordo di dicembre 2026, applica le fasce del trattamento minimo e usa l'indice stimato oppure quello ufficiale. Mostra il lordo da gennaio 2027 e il netto mensile prima e dopo IRPEF e addizionali, per chi riceve una pensione in Italia.

L'aumento di gennaio passo per passo

La perequazione automatica è l'adeguamento annuale delle pensioni all'andamento dei prezzi. Per l'aumento del 1 gennaio 2027 la pensione lorda mensile di dicembre si divide in quote. Ciascuna riceve una parte dell'indice: tutto fino a quattro volte il minimo, il 90% fino a cinque volte, il 75% sul resto. La somma degli aumenti dà l'importo rivalutato, che vale anche per la tredicesima. Con 1600,00 € lordi e la stima del 2,7%, l'intera pensione resta nella prima quota. Guadagna 43,20 € al mese e 561,60 € nell'anno, e il nuovo lordo sale a 1643,20 €. Il netto passa da 1263,09 € a 1291,56 €, perché IRPEF e addizionali crescono insieme al lordo. Il tasso di rivalutazione sulla pensione intera scende solo quando il lordo supera la prima soglia.

Lo strumento ripete il conto con qualsiasi lordo e con il tasso presente nel campo dell'indice: la stima, il valore del decreto o un'ipotesi. I casi verificati riportano gli importi che deve riprodurre.

La rivalutazione si calcola per quote o sull'intera pensione?

Per quote: ogni fascia di importo riceve la propria percentuale dell'indice, e anche una pensione alta conserva l'aumento pieno sulla prima parte. La regola deriva dall'articolo 34 della legge 448 del 1998, nella forma stabilita dalla legge 160 del 2019 (circolare Inps n. 153/2025).

Il trattamento minimo è l'importo di riferimento delle pensioni più basse: nel 2026 vale 611,85 € al mese, in via provvisoria (circolare Inps n. 153/2025). Le soglie si calcolano sul minimo in vigore a dicembre. Per gennaio 2027, quattro volte il trattamento minimo fa 2447,40 € e cinque volte fa 3059,25 €.

Tabella per fasce: soglie di gennaio 2027 e tasso con l'indice stimato del 2,7%
Quota della pensione di dicembreParte dell'indiceTasso applicato
Fino a 2447,40 €100%2,7%
Da 2447,40 € a 3059,25 €90%2,43%
Oltre 3059,25 €75%2,025%

Con 3500,00 € lordi, 2447,40 € ricevono il 2,7%, 611,85 € il 2,43% e 440,75 € il 2,025%. Gli aumenti, 66,08 €, 14,87 € e 8,93 €, sommano 89,87 €: il 2,57% della pensione intera.

Le fasce di rivalutazione si applicano alla persona, non al singolo assegno. L'Inps somma le pensioni registrate nel Casellario centrale dei pensionati e divide in quote il totale, per questo il campo chiede il lordo complessivo. Per l'aumento di gennaio 2026 le soglie erano 2413,60 € e 3017,00 €, con tassi pari a 1,4%, 1,26% e 1,05%.

L'indice: dai prezzi Istat al decreto di novembre

Il tasso di perequazione è la variazione media annua dell'indice FOI senza tabacchi. L'Istat lo calcola sui prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. Ogni novembre un decreto del Ministero dell'Economia fissa il tasso provvisorio per l'anno successivo. Lo stesso decreto conferma il tasso definitivo dell'anno in corso, calcolato sui prezzi completi dell'anno prima.

Il decreto del 19 novembre 2025 ha fissato l'1,4% provvisorio per il 2026 e ha confermato lo 0,8% del 2025 come definitivo, senza conguaglio (Gazzetta Ufficiale). L'aumento non può mai essere negativo: con prezzi in calo la pensione resta ferma.

Il tasso ufficiale per il 2027 spetta al provvedimento di novembre 2026. Lo strumento lo stima con l'inflazione acquisita dell'indice FOI: la media annua che si avrebbe se i prezzi restassero fermi all'ultimo mese pubblicato fino a dicembre. Con l'indice di agosto 2026 a 103,7 (media dell'anno precedente = 100), la media dell'anno arriva a 102,71, un aumento del 2,7% (Istat, prezzi al consumo di agosto 2026).

È un metodo dell'Istat applicato dallo strumento, non una cifra ufficiale. Il tasso del decreto si può scrivere nel campo dell'indice, e la riga sullo stato del tasso distingue la stima da un valore inserito.

L'aumento si applica sul lordo o sul netto?

Sul lordo. L'indice si applica alla pensione lorda, poi l'Inps, come sostituto d'imposta, ricalcola IRPEF e addizionali sul nuovo reddito annuo. Il reddito dell'anno corrisponde a tredici mensilità, tredicesima compresa, e nel modello è l'unico reddito della persona.

Gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 € e 43% oltre (Agenzia delle Entrate). L'aliquota intermedia del 33% vale dal 2026, con la legge 199 del 2025.

Dall'imposta lorda si sottraggono le detrazioni per redditi da pensione dell'articolo 13 del TUIR (istruzioni del modello 730/2026, Tabella 7). Valgono 1955 € fino a 8500 € di reddito, poi calano fino a zero a 50.000 €. Tra 25.001 € e 29.000 € la detrazione cresce di 50 €. Fino a 8500 € l'anno l'IRPEF è nulla: è la no tax area dei pensionati. Una pensione di 500,00 € al mese resta sotto la soglia anche dopo l'aumento, con 6675,50 € l'anno, e il netto cresce quanto il lordo: 13,50 €.

L'addizionale regionale ha un'aliquota base dell'1,23% e può arrivare al 3,33%, con fasce decise da ogni regione. L'addizionale comunale arriva in genere allo 0,8%, a Roma allo 0,9% (Dipartimento delle Finanze). Lo strumento usa un'aliquota unica per ciascuna, presa dai campi, e le azzera quando l'IRPEF netta è zero.

L'Inps divide l'imposta dell'anno in dodici rate mensili, e nel modello la tredicesima di dicembre non porta trattenute in più. Con 1600,00 € lordi l'IRPEF mensile sale da 301,72 € a 315,50 €, le addizionali da 35,19 € a 36,14 €. Su 561,60 € di aumento annuo le imposte ne assorbono 176,72 €: oltre all'aliquota del 23%, il reddito più alto riduce la detrazione, che scende a 1127,20 €.

Il cedolino di gennaio e i conguagli

Il cedolino di gennaio è il primo che riporta l'importo aggiornato. Ogni dicembre una circolare Inps descrive il rinnovo: per il 2026 è la n. 153 del 19 dicembre 2025, con indice, importo minimo e soglie delle fasce.

Nello stesso cedolino possono comparire due conguagli diversi. Il conguaglio di perequazione corregge l'anno precedente quando il tasso definitivo differisce da quello provvisorio, in più o in meno. Il conguaglio fiscale riguarda invece l'IRPEF trattenuta nell'anno chiuso, che l'Inps riallinea all'imposta dovuta.

Per gennaio 2027 il conguaglio di perequazione atteso è nullo: la media Istat del 2025 coincide con l'1,4% provvisorio, ma la conferma ufficiale spetta al decreto ministeriale di fine 2026. Le addizionali trattenute da gennaio a novembre, inoltre, si riferiscono ai redditi dell'anno precedente. Per questo il netto del cedolino può differire da quello dello strumento, che ripartisce le imposte dell'anno in rate uguali.

Pensioni minime e integrazione al minimo

Le pensioni minime sono quelle che i contributi da soli non portano al trattamento minimo: per chi ha redditi bassi l'Inps aggiunge l'integrazione al minimo fino a quella soglia. Il minimo si rivaluta con lo stesso indice e, con la stima del 2,7%, passerebbe da 611,85 € a 628,37 € al mese.

Per il 2025 e il 2026 la legge di bilancio ha aggiunto un incremento straordinario (circolare Inps n. 153/2025). È stato del 2,2% nel 2025 e dell'1,3% nel 2026: 7,95 € al mese, fino a un importo di 619,80 €. Per il 2027 nessuna norma in vigore al 5 ottobre 2026 prevede una misura simile, e lo strumento non ne applica.

L'assegno sociale e la pensione di invalidità civile hanno importi propri, indicati ogni anno nella circolare di rinnovo, e lo strumento non li riproduce. La pensione ai superstiti invece entra nel cumulo e segue le stesse fasce; la quota del coniuge si stima con il calcolo della reversibilità.

Cosa resta fuori dal calcolo

Il modello descrive un caso semplice: una persona con pensioni pagate per tutto il 2026 e nessun altro reddito. Restano esclusi:

  • altri redditi, come affitti o un lavoro, che cambiano scaglione e detrazione;
  • le fasce regionali delle addizionali e le soglie di esenzione decise dai comuni;
  • il primo anno di una pensione iniziata nel corso del 2026, con imposte e detrazione riferite ai soli mesi pagati;
  • la maggiorazione sociale, l'assegno sociale e le prestazioni di invalidità civile;
  • i conguagli dell'anno precedente e un eventuale nuovo incremento delle pensioni minime.

Anche lo schema delle tre quote può cambiare. In alcuni anni la legge di bilancio ha ridotto l'adeguamento delle pensioni più alte, e quelle riduzioni sono state portate davanti alla Corte costituzionale. Il campo dell'indice permette di provare tassi diversi, non schemi diversi da quello in vigore.

Domande frequenti

Di quanto aumentano le pensioni nel 2027?

Il tasso ufficiale lo fissa un decreto ministeriale a novembre 2026; la stima calcolata qui è del 2,7%. Con le fasce, 1600,00 € lordi guadagnano 43,20 € al mese, mentre 3500,00 € ne guadagnano 89,87 €, pari al 2,57%.

Ogni quanto si rivalutano le pensioni?

Una volta l'anno, a gennaio. Il tasso applicato è provvisorio; se quello definitivo è diverso, la correzione compare nel cedolino di gennaio dell'anno seguente.

Cosa succede se la pensione supera 5 volte il minimo?

La parte oltre 3059,25 € riceve il 75% dell'indice, mentre le quote sotto quella soglia conservano il 100% e il 90%. Con 5000,00 € lordi e la stima del 2,7%, la pensione cresce di 120,25 € al mese, il 2,41% del totale.

La rivalutazione di gennaio è definitiva?

No. Il tasso di gennaio è provvisorio, stimato su prezzi incompleti. Il provvedimento di novembre dello stesso anno fissa il tasso definitivo, a dati completi, e la differenza si regola nel gennaio successivo.

Il conguaglio di gennaio può ridurre il netto?

Sì. Se il tasso definitivo risulta più basso di quello provvisorio, la differenza si recupera; a gennaio ripartono anche le rate delle addizionali dell'anno precedente. Per gennaio 2027 non è atteso alcun conguaglio di perequazione, perché la media Istat del 2025 coincide con l'1,4% provvisorio.

Esiste un simulatore aumento pensione dell'Inps?

L'Inps pubblica le regole nella circolare di rinnovo e il cedolino con l'importo aggiornato nei propri servizi online. Questa pagina fa il conto in anticipo, con qualsiasi lordo e qualsiasi tasso, e mostra quote, IRPEF e netto voce per voce.

Chi ha più pensioni viene rivalutato su ciascuna?

No. Le pensioni della stessa persona si sommano e le fasce si applicano al totale. Due pensioni da 1750,00 € contano come 3500,00 €: l'adeguamento vale 89,87 €, non i 94,50 € di due calcoli separati.

Una pensione decorrente nel 2026 si rivaluta a gennaio 2027?

Sì: la perequazione si applica dal 1° gennaio dell'anno successivo alla decorrenza, quindi il primo aumento arriva nel pagamento di gennaio 2027. Lo strumento però presuppone dodici mesi di pensione nel 2026. Quando una pensione può decorrere è il tema dello strumento sulla data di pensionamento.

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Fonti

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