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Maschile o femminile?

Scrivi un nome e scopri il genere, l'articolo giusto (il, lo, l', un o un'), il plurale e la regola della desinenza. Anche in francese, tedesco, spagnolo.

Per sapere se un nome è maschile o femminile basta scriverlo nel campo. Compaiono il genere, l'articolo determinativo e indeterminativo e il plurale, scelti in base al suono iniziale (lo zaino, l'amica). Segue la regola della terminazione, con l'affidabilità contata sulle 58.896 voci dell'elenco italiano.

Un nome, oppure fino a 30 separati da virgole. Vanno bene anche i plurali.

Prova:

Scrivi un nome per vederne il genere, gli articoli e la regola che li spiega.

Ogni nome italiano è maschile o femminile, e da quel genere dipendono l'articolo, l'accordo degli aggettivi e spesso il plurale. Lo strumento cerca il nome in un dizionario aperto di 58.896 voci e mostra genere e articoli, con la regola che li spiega. Si apre sull'italiano; il menu offre anche francese, tedesco, spagnolo, olandese e polacco.

Cosa compare dopo la ricerca

Il genere grammaticale è la classe a cui appartiene un nome, e in italiano le classi sono due: maschile e femminile. Scrivendo zaino si legge lo zaino, con l'articolo determinativo, e uno zaino, con l'articolo indeterminativo; poi il plurale con il suo articolo, gli zaini. Sotto compare il genere e la regola della terminazione: i nomi in -o dell'elenco sono maschili nel 99,6% dei casi, e zaino la segue. Se una parola ha due significati con genere diverso, come la fine e il fine, lo strumento li mostra separati. Un plurale scritto al posto del singolare rimanda alla voce di partenza. Una parola scritta senza accento trova quella accentata, quindi citta porta a la città. Il risultato arriva in pochi istanti e resta nel link della pagina, pronto da condividere.

Per controllare un gruppo di parole si separano con una virgola, fino a 30 per volta. Ne esce una tabella con il nome, la forma con l'articolo e il genere. Una parola assente dal dizionario viene segnata come stima oppure come non trovata.

Tutto avviene nel browser: le parole scritte non vengono inviate a nessun server, e i file del dizionario arrivano dal sito stesso.

Quando si usa lo al posto di il?

Lo si usa davanti ai nomi maschili che cominciano con s seguita da consonante, detta s impura (lo studente), con z (lo zaino), gn (lo gnocco), ps, pn, x e y. Vale anche davanti alla i semiconsonantica, cioè una i seguita da vocale, come in lo iodio (Treccani, «Articoli determinativi»). Negli altri casi il maschile vuole il: il problema.

Davanti a vocale lo e la perdono la vocale finale e diventano l': è l'elisione, segnata dall'apostrofo, come in l'uovo e l'amica. Al plurale l'elisione non si fa: le amiche, gli studenti. Il plurale di lo è gli, quello di il è i. Lo stesso suono iniziale decide l'articolo davanti a zucchero, quindi lo zucchero e uno zucchero.

Gli articoli secondo il genere e il suono iniziale
Il nome comincia conSingolarePluraleIndeterminativo
maschile, consonanteil problemai problemiun problema
maschile, s impura, z, gn, ps, pn, x, ylo studentegli studentiuno studente
maschile, vocalel'amicogli amiciun amico
femminile, consonantela manole maniuna mano
femminile, vocalel'amicale amicheun'amica

L'articolo indeterminativo segue la stessa logica: uno davanti ai suoni di lo, un altrimenti. Un non prende mai l'apostrofo, perché davanti a vocale perde la sua vocale per troncamento, non per elisione: un uovo. Il femminile una, invece, si elide: un'amica. Per il femminile conta solo la vocale: la stazione, come ogni nome femminile, prende la anche con la s impura.

Come si capisce il genere dalla desinenza?

La desinenza, cioè la vocale finale, indica il genere nella maggior parte dei casi, ma con forza diversa. Secondo i dati riportati da Treccani, i nomi in -o sono maschili al 99%, quelli in -a femminili all'88% e quelli in consonante maschili all'85% (Treccani, Enciclopedia dell'Italiano, «Femminile»). Per -e e -i il quadro resta aperto: 51% di maschili nel primo caso, 52% di femminili nel secondo.

Lo strumento fa un conteggio proprio sull'elenco di parole che usa, e non riprende quelle percentuali. Assegna ogni nome alla terminazione più lunga che possiede: stazione conta tra i nomi in -zione, non tra quelli in -e. Anche per questo i nomi in -e risultano maschili nel 71,6% dei casi: le migliaia di femminili in -zione e -sione sono contati a parte. Da 90% in su la regola è detta affidabile, da 70% una tendenza, sotto è debole.

Terminazioni e genere nell'elenco italiano
TerminazioneGenere attesoNomiLo rispettanoValore
-omaschile16.49699,6%affidabile
-afemminile16.43294,7%affidabile
-emaschile770471,6%tendenza
-ifemminile167763,4%debole
consonantemaschile160091,4%affidabile
-zionefemminile314199,4%affidabile
-sionefemminile33496,4%affidabile
-tàfemminile255499,7%affidabile
-toremaschile208499,5%affidabile
-oremaschile25998,1%affidabile
-mentomaschile2122100%affidabile
-ismomaschile174399,8%affidabile
-aggiomaschile31299,7%affidabile
-mamaschile69070,6%tendenza
-istacomune144394,7%affidabile

Accanto a ogni nome la ricerca dice se segue la regola della sua terminazione o se è un'eccezione. La crisi è femminile come vuole la tendenza di -i, che però si ferma al 63,4%: troppo poco per contarci.

Le eccezioni: la mano, il problema, la foto

Le eccezioni più note sono nomi femminili in -o e maschili in -a. La mano è femminile e fa le mani: nell'elenco fa parte della piccola quota di nomi in -o non maschili, 0,4%. Lo stesso vale per le forme accorciate: la foto, la moto, l'auto e la radio tengono il genere della parola intera (fotografia, motocicletta, automobile) e al plurale non cambiano.

Sul versante opposto stanno il problema, il tema, il dramma e il sistema, nomi in -ma di origine greca rimasti maschili (Treccani, «Genere dei nomi»). Il plurale torna regolare: i problemi. Nell'elenco i nomi in -ma sono maschili nel 70,6% di 690 casi, una tendenza più che una regola. Così problema viene segnato come nome che segue la regola di -ma, mentre la regola generale di -a lo darebbe femminile.

Tra i nomi in -a la parte femminile arriva al 94,7% su 16.432. Restano fuori i maschili di origine greca e i nomi di persona in -ista, che valgono per i due generi.

Nomi con due generi o con un genere solo per tutti

Alcuni nomi di persona hanno una sola forma per il maschile e il femminile, e il genere si vede soltanto dall'articolo. Sono i nomi di genere comune: il cantante e la cantante, il giornalista e la giornalista. Per questi la ricerca mostra entrambi gli articoli. Nell'elenco il 94,7% dei nomi in -ista, 1443 in tutto, ha le due forme.

I nomi di genere promiscuo fanno il contrario: una sola forma e un solo genere per il maschio e la femmina di un animale. La tigre e l'aquila restano femminili anche quando si parla del maschio, che si indica con «il maschio della tigre» (Treccani, «Genere dei nomi»).

Altri nomi cambiano significato con il genere. La fine è la conclusione, il fine è lo scopo. Allo stesso modo il capitale è una somma di denaro e la capitale una città, il fronte è una linea di battaglia e la fronte una parte del viso. In questi casi di cambio di significato il risultato elenca ogni significato con il suo articolo.

Plurali doppi, uova e nomi invariabili

Il plurale di solito conserva il genere del singolare, ma alcuni nomi lo cambiano. L'uovo è maschile, mentre il plurale è le uova, femminile; lo stesso succede con il dito e le dita. Nel risultato una nota avverte che il plurale cambia genere.

I plurali doppi sono due plurali per lo stesso singolare, uno maschile e uno femminile. Il braccio dà i bracci e le braccia, il muro i muri e le mura, il filo i fili e le fila. Il plurale maschile ha spesso un senso figurato e quello femminile il senso proprio, ma non sempre è così (Treccani, «Genere dei nomi»).

I nomi invariabili hanno la stessa forma al singolare e al plurale: la città e le città, la crisi e le crisi, il re e i re, il film e i film. A cambiare è solo l'articolo. Tra le voci dell'elenco italiano ci sono anche 51.836 forme plurali: scrivendo gnocchi si arriva a lo gnocco.

Parole straniere: il bar, il whisky, lo yogurt

Le parole straniere entrate in italiano prendono quasi sempre il maschile, soprattutto quando finiscono in consonante: il computer, il bar, il film (Treccani, «Genere dei nomi»). Nell'elenco i nomi che terminano in consonante sono 1600, e il 91,4% di questi è maschile.

Quando un forestierismo diventa femminile, di solito eredita il genere della parola italiana più vicina: la mail come la posta. Resta invariato al plurale: i bar, i film, le mail.

Per l'articolo contano le lettere iniziali, come per ogni altro nome. Davanti a y e a x si usa lo, quindi lo yogurt e lo xilofono. La w non rientra in quella lista: si dice il whisky e il weekend. Con la h muta l'uso più diffuso è l'hotel e l'hamburger, con un hotel all'indeterminativo.

Il genere in francese, tedesco, spagnolo, olandese e polacco

Il menu della lingua offre altre cinque lingue, ognuna con il suo sistema di articoli e un proprio dizionario. Il totale è di 480.625 nomi nelle sei lingue.

  • Francese (50.099 nomi): le, la, l' e un o une. La finale -e dice poco, perché è femminile solo nel 45,1% dei casi, mentre -tion arriva al 99,7%. Il risultato segnala l'h aspirata, che impedisce l'elisione.
  • Tedesco (88.266 nomi): der, die e das, con il neutro come terzo genere. Das Mädchen è neutro; i nomi in -ung sono femminili nel 99,2% dei casi. Una tabella mostra l'articolo nei quattro casi.
  • Spagnolo (50.498 nomi): el e la, un e una. El agua è femminile ma prende el, perché comincia con una a tonica.
  • Olandese (108.801 nomi): de per maschile e femminile, het per il neutro, come in het meisje. Il diminutivo vuole sempre het.
  • Polacco (124.065 nomi): nessun articolo. Il genere si riconosce con ten, ta e to, e al maschile si distinguono persone, animali e cose.

Una parola tedesca o olandese composta che manca nel dizionario riceve una stima dall'ultima parte, perché è quella a decidere il genere. Chi cerca invece parole da comporre con un gruppo di lettere ha lo strumento per trovare parole con le lettere.

Da dove vengono i dati e dove si fermano

Il dizionario italiano dello strumento viene dalle voci italiane del Wiktionary, lette con Wiktextract (kaikki.org), ed è integrato con il lessico Morph-it!. È stato costruito il 30 settembre 2026 e conta 58.896 nomi, di cui 57,1% maschili e 42,9% femminili. Le percentuali delle regole sono contate su questo elenco, non riprese da una grammatica.

Un dizionario aperto può non avere una parola rara o nuovissima, e a volte registra un secondo genere poco usato. Per una parola assente la ricerca propone una stima, basata su quanti nomi con la stessa terminazione hanno un certo genere, e la segna come tale. Per un esame, un testo ufficiale o un contratto l'ultima parola spetta a un dizionario di riferimento come il Treccani.

Le fonti grammaticali, Treccani e Accademia della Crusca, e i dizionari usati sono elencati nelle fonti in fondo alla pagina. Il modo in cui il sito controlla i dati è descritto nella metodologia.

Domande frequenti

Si dice il problema o la problema?

Il problema: è maschile, come il tema e il dramma, perché viene dal greco. Il plurale è i problemi. Nell'elenco i nomi in -ma sono maschili nel 70,6% dei casi, quindi la finale in -a qui inganna.

Che genere ha la parola bar?

Maschile: il bar, al plurale i bar. Come la maggior parte dei prestiti che finiscono in consonante, è entrato in italiano al maschile (Treccani, «Genere dei nomi»). Nell'elenco i nomi in consonante sono maschili nel 91,4% dei casi.

Un o uno davanti a un nome maschile?

Uno davanti agli stessi suoni che vogliono lo: uno studente, uno zaino, uno gnocco. Davanti a vocale o a una consonante semplice si usa un: un uovo, un problema.

Quando ci vuole l'apostrofo dopo un?

Solo al femminile e davanti a vocale: un'amica. Al maschile un resta senza apostrofo, perché è un troncamento: un amico, un uovo. Scrivere un'altare è quindi un errore (Treccani).

Il pneumatico o lo pneumatico?

Si trovano tutte e due. Per l'Accademia della Crusca il e lo, un e uno si alternano davanti a pn: le prime forme sono più familiari, le seconde appartengono a un uso più sorvegliato. Lo strumento mostra lo pneumatico con una nota sulla variante.

Perché mano è femminile se finisce in -o?

Perché conserva il genere della parola latina manus, che era femminile. È una delle poche eccezioni tra i nomi in -o, che nell'elenco sono maschili nel 99,6% dei casi. Al plurale fa le mani.

Lo yogurt o il yogurt?

Lo yogurt, come uno yogurt e gli yogurt: davanti a y la norma vuole lo, esattamente come davanti a z (Treccani, «Articoli determinativi»). Il nome resta uguale al plurale.

Come si sa se una parola francese è maschile?

Si sceglie Francese nel menu della lingua e si scrive la parola, ad esempio maison: compaiono la maison, une maison e les maisons. Nell'elenco francese i nomi in -tion sono femminili nel 99,7% dei casi.

Fonti

I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.

  1. german-nouns(si apre in una nuova scheda)

    gambolputty (GitHub), from the German Wiktionary

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