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Tassazione dividendi esteri

Dividendi esteri: ritenuta alla fonte, 26% sul netto frontiera o sul lordo con broker estero, quota rimborsabile e netto per 16 paesi.

Un dividendo estero sconta prima la ritenuta del paese della società, poi il 26% italiano. Se paga una banca o un broker italiano, il 26% si applica sul netto frontiera, cioè sul lordo meno la ritenuta estera. Tramite un broker straniero si dichiara nel quadro RM e si calcola sul lordo. L'Italia non concede crediti per l'imposta estera.

Importo prima di ogni imposta, in euro al cambio del giorno di pagamento

Il paese di residenza fiscale della società, non la borsa in cui è quotata

Ritenuta applicata all'estero

Convenzionale se il tetto si è applicato al pagamento (per esempio con il W-8BEN) o il rimborso è già arrivato; piena se il paese ha trattenuto la propria aliquota

Come incassi il dividendo

Con una banca o un broker italiano l'imposta la trattiene l'intermediario; con un broker estero si dichiara nel quadro RM

Dividendo netto

629,00 €

  • Netto incassato63%
  • Imposta estera definitiva15%
  • Imposta italiana22%
Dividendo lordo
1000,00 €
Aliquota trattenuta all'estero
15%
Ritenuta estera
150,00 €
Rimborsabile dallo Stato estero
0,00 €
Imposta italiana
221,00 €
Credito d'imposta
0,00 €
Base imponibile: netto frontiera
850,00 €
Aliquota italiana
26%
Imposta italiana da versare
221,00 €
Imposta estera non recuperabile
150,00 €
Netto dopo il rimborso
629,00 €
Prelievo complessivo sul lordo
37,1%

PaeseRitenuta internaRitenuta finaleNetto
Austria27,5%15%629,00 €
Belgio30%15%629,00 €
Canada25%15%629,00 €
Danimarca27%15%629,00 €
Finlandia35%15%629,00 €
Francia12,8%12,8%645,28 €
Germania26,375%15%629,00 €
Giappone15,315%15%629,00 €
Irlanda25%0%740,00 €
Norvegia25%15%629,00 €
Paesi Bassi15%15%629,00 €
Regno Unito0%0%740,00 €
Spagna19%15%629,00 €
Stati Uniti30%15%629,00 €
Svezia30%15%629,00 €
Svizzera35%15%629,00 €

Una stima a scopo informativo, non una consulenza finanziaria o legale. Avvertenze

Inserisci dividendo lordo, paese della società e canale d'incasso. Lo strumento calcola la tassazione dividendi esteri per chi risiede in Italia: ritenuta estera, imposta italiana, quota rimborsabile e netto, per 16 paesi o un'aliquota a scelta.

Il 26% sul netto frontiera

I dividendi di fonte estera percepiti da persone fisiche non imprenditori, su partecipazioni non qualificate, sono un reddito di capitale tassato due volte. Prima lo Stato in cui ha sede la società trattiene la propria ritenuta. Poi l'Italia applica il 26% (art. 3 del DL 66/2014). Se l'incasso passa da una banca o da un broker italiano, l'intermediario residente opera una ritenuta a titolo d'imposta (art. 27 del DPR 600/1973). La base è il netto frontiera, cioè il lordo meno l'imposta estera effettivamente trattenuta. La ritenuta chiude il debito: il dividendo non entra nel reddito complessivo e non va dichiarato. Con 1000 € da una società statunitense e il 15% trattenuto negli Stati Uniti, la base italiana è 850,00 € e l'imposta 221,00 €. Restano 629,00 €, con un prelievo totale del 37,1%.

Un piano individuale di risparmio (PIR) in regola con i vincoli di durata e composizione non sconta imposte italiane. Le azioni estere vi entrano solo nella quota libera, e la ritenuta estera resta: il netto è 850,00 €. I casi verificati elencano le cifre che lo strumento deve riprodurre.

Cosa cambia se il broker è estero?

Cambia la base: con un broker estero il 26% si calcola sul lordo frontiera, cioè sul dividendo prima della ritenuta estera. È un'imposta sostitutiva (art. 18 del TUIR), dichiarata nel quadro RM e versata dal contribuente senza un sostituto d'imposta italiano. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la base al lordo delle ritenute estere (Risposta n. 111 del 21 aprile 2020).

Sugli stessi 1000 € statunitensi l'imposta italiana sale da 221,00 € a 260,00 €. La differenza, 39,00 €, è il 26% applicato una seconda volta alla ritenuta americana, e il netto scende a 590,00 €. Con la ritenuta svizzera piena del 35% lo scarto arriva a 91,00 €, finché il rimborso non torna.

Per i dividendi conta chi incassa, non il regime delle plusvalenze: nel regime amministrato come nel regime dichiarativo, la banca italiana trattiene il 26% sul netto.

Ritenuta alla fonte e aliquota convenzionale

La ritenuta alla fonte è l'imposta che lo Stato della fonte, cioè il paese di residenza della società, trattiene prima del pagamento. La misura interna sale fino al 35% della Svizzera. Ogni convenzione contro le doppie imposizioni firmata dall'Italia fissa però un tetto, l'aliquota convenzionale: per tutti i paesi dello strumento è il 15% (Agenzia delle Entrate, istruzioni Redditi PF 2026).

La convenzione non elimina la doppia imposizione: ne limita la parte estera. Alcuni paesi applicano il tetto al pagamento, altri lo raggiungono solo con un rimborso. A tetto applicato, 1000 € incassati tramite banca italiana lasciano questi netti.

1000 € di dividendo tramite intermediario italiano, con il tetto convenzionale già applicato
PaeseRitenuta internaRitenuta finaleNetto
Austria27,5%15%629,00 €
Belgio30%15%629,00 €
Canada25%15%629,00 €
Danimarca27%15%629,00 €
Finlandia35%15%629,00 €
Francia12,8%12,8%645,28 €
Germania26,375%15%629,00 €
Giappone15,315%15%629,00 €
Irlanda25%0%740,00 €
Norvegia25%15%629,00 €
Paesi Bassi15%15%629,00 €
Regno Unito0%0%740,00 €
Spagna19%15%629,00 €
Stati Uniti30%15%629,00 €
Svezia30%15%629,00 €
Svizzera35%15%629,00 €

Il Regno Unito non trattiene nulla sui dividendi ordinari e l'Irlanda esenta o rimborsa la propria ritenuta: pesa solo il 26%, con un netto di 740,00 €. La Francia trattiene alle persone fisiche meno del tetto, e il netto sale a 645,28 €.

Perché manca il credito d'imposta

L'articolo 165 del TUIR concede il credito d'imposta per le imposte pagate all'estero solo sui redditi che concorrono al reddito complessivo. Un dividendo tassato al 26% ne resta fuori, sia con la ritenuta sia con l'imposta sostitutiva (Agenzia delle Entrate, Risposta n. 111 del 2020). Per questo la riga del credito vale sempre 0,00 €.

Resta un'attenuazione: tramite banca italiana la ritenuta estera esce dalla base del 26%, tramite broker straniero no.

In giurisprudenza la questione è aperta. Le sentenze della Cassazione n. 25698 del 2022 e n. 10204 del 2024 hanno riconosciuto a singoli contribuenti il credito convenzionale. Lo avevano chiesto con un'istanza di rimborso entro il termine di 48 mesi dal versamento. Le istruzioni 2026 dell'Agenzia continuano a escluderlo: è contenzioso, non una regola, e lo strumento non lo considera.

Il rimborso dell'eccedenza, paese per paese

La ritenuta oltre l'aliquota convenzionale si recupera solo con un rimborso chiesto all'amministrazione estera, mai nella dichiarazione italiana (istruzioni Redditi PF 2026). Su 1000 € svizzeri trattenuti al 35% sono rimborsabili 200,00 €. La domanda va online all'Amministrazione federale delle contribuzioni entro 3 anni dalla fine dell'anno di scadenza (ESTV).

Nell'attesa la banca italiana calcola il 26% su un netto più basso: l'imposta è 169,00 € invece di 221,00 € e il netto immediato 481,00 €. A rimborso ottenuto lo strumento indica 629,00 €, tassando anche la somma restituita: è una lettura prudente, perché nessuna norma regola il caso.

Quasi sempre serve una certificazione di residenza fiscale, rilasciata su richiesta dall'Agenzia delle Entrate. Moduli e termini cambiano da paese a paese.

Ritenuta oltre il 15% convenzionale e come si recupera
PaeseRitenuta internaEccedenzaModulo o canaleTermine
Austria27,5%12,5%ZS-QU1 al pagamento, poi ZS-RD1Ada verificare
Belgio30%15%Modulo 276 Div.-Aut.5 anni
Canada25%10%NR301 al pagamento, poi modulo NR7-R2 anni
Danimarca27%12%Domanda online a Skattestyrelsen5 anni
Finlandia35%20%Modulo 6164e3 anni
Germania26,375%11,375%Domanda al Bundeszentralamt für Steuern4 anni
Giappone15,315%0,315%Form 1 al pagamento, poi Form 115 anni
Irlanda25%25%V2A per l'esenzione, poi rimborso a Revenue4 anni
Norvegia25%10%Autocertificazione al pagamento, poi portale RDT5 anni
Spagna19%4%Modelo 2104 anni
Stati Uniti30%15%W-8BEN al pagamento, poi modulo 1040-NRnon indicato
Svezia30%15%Hemvistintyg al depositario, poi SKV 37405 anni
Svizzera35%20%Domanda online all'ESTV3 anni

Quanto resta di un dividendo americano?

Con il modulo W-8BEN presso il broker, su 1000 € di dividendo americano restano 629,00 € se paga una banca italiana e 590,00 € tramite un conto estero. Con il W-8BEN l'investitore attesta all'IRS, tramite il broker, la residenza in un paese convenzionato. La ritenuta statunitense scende così dal 30% al 15% già al pagamento (IRS).

Senza modulo vale l'aliquota piena: la ritenuta sale a 300,00 €, l'imposta italiana sul netto scende a 182,00 € e restano subito 518,00 €. L'eccedenza di 150,00 € torna solo con una dichiarazione statunitense, il modulo 1040-NR.

Modello 730, Redditi PF e quadro RW

Il dividendo incassato tramite intermediario italiano non si dichiara, perché la ritenuta è definitiva. Quello accreditato da un broker straniero si indica al lordo delle ritenute estere (istruzioni Redditi PF 2026). Nel modello 730 va al rigo M31, in Redditi PF al rigo RM31, colonna 3.

L'imposta sostitutiva si versa con il modello F24, codice tributo 1242: su 100 € di dividendo americano sono 26,00 €.

Il deposito titoli all'estero va indicato anche nel quadro RW, dove si calcola l'IVAFE, l'imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero, che lo strumento esclude.

Azioni estere quotate a Milano, ETF e valute

Conta la residenza fiscale della società, non la borsa. Una società di diritto olandese quotata a Piazza Affari paga dividendi esteri. Si applicano la ritenuta dei Paesi Bassi e il 26% sul netto secondo il DPR 600/1973: su 1000 € restano 629,00 €.

Restano fuori le distribuzioni degli ETF, che sono proventi di fondi, le partecipazioni qualificate e gli utili da Paesi a fiscalità privilegiata: hanno discipline proprie.

Un dividendo in dollari o franchi si converte in euro al cambio del giorno in cui è percepito. Dal 1° gennaio 2027 le regole su ritenuta e imposta sostitutiva passano nei nuovi testi unici, senza cambiare aliquota e base. Lo stesso 26% colpisce gli interessi bancari, come mostra il calcolo degli interessi del conto deposito.

Domande frequenti

Netto frontiera: come funziona?

È l'importo che arriva in Italia dopo la ritenuta estera. Su 100 € americani trattenuti al 15%, la base italiana è 85,00 € e la ritenuta 22,10 €: restano 62,90 €, contro 59,00 € tramite broker estero.

Quale aliquota si applica ai dividendi esteri delle persone fisiche?

Il 26%, se le azioni sono detenute fuori da un'attività d'impresa e sotto le soglie di partecipazione qualificata. Si applica al netto della ritenuta estera tramite banca italiana, al lordo tramite broker straniero.

Devo versare una seconda imposta se l'intermediario italiano ha già trattenuto?

No. La ritenuta dell'intermediario chiude il debito con il fisco italiano: il dividendo non va in dichiarazione e non si somma agli altri redditi.

Le azioni del Regno Unito hanno la ritenuta alla fonte?

No, sui dividendi ordinari il Regno Unito non trattiene imposte, quindi pesa solo il 26%: su 1000 € restano 740,00 €. Fanno eccezione le distribuzioni immobiliari dei REIT britannici.

Posso recuperare la ritenuta estera in dichiarazione?

No. Le istruzioni della dichiarazione non prevedono crediti per i dividendi tassati al 26%. L'eccedenza oltre il 15% si chiede allo Stato estero. Il credito riconosciuto da alcune sentenze passa da un'istanza di rimborso dall'esito incerto.

Come evitare la doppia imposizione sui dividendi esteri?

Del tutto non si elimina, perché l'Italia non dà credito per l'imposta estera. La riducono il tetto convenzionale al pagamento, il rimborso dell'eccedenza e la base al netto tramite banca italiana. In un PIR la parte italiana non è dovuta.

Cosa succede se il W-8BEN scade?

Il broker torna alla ritenuta statunitense piena del 30% finché non riceve un modulo nuovo. Su 1000 € restano subito 518,00 € invece di 629,00 €, e i 150,00 € in più si recuperano solo dall'IRS.

Con un conto estero dove si dichiarano i dividendi?

Nel quadro RM del modello Redditi PF o nel rigo M31 del 730, al lordo della ritenuta estera, con versamento in F24. Il deposito va indicato anche nel quadro RW.

Verificato su risultati noti

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Fonti

I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.

  1. Convenzioni per evitare le doppie imposizioni(si apre in una nuova scheda)

    Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze

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