Garanzia legale di conformità: le scadenze
Dalla data di consegna alle scadenze del Codice del consumo: fine della garanzia di 2 anni, presunzione di 1 anno e prescrizione in 26 mesi.
Il venditore risponde per 2 anni dalla consegna dei difetti di conformità già presenti in quel momento. Per 1 anno si presume che il difetto esistesse alla consegna. L'azione si prescrive 26 mesi dopo la consegna e, per i contratti dal 1 gennaio 2022, non c'è più alcuna denuncia da fare entro due mesi.
Fine della garanzia legale
14 agosto 2028
- Presunzione a favore del consumatore fino al
- 14 agosto 2027
- Prescrizione dell'azione il
- 14 ottobre 2028
- Scritto e verificato da Muhammad Abdullah Awais
- Dati verificati il
- 5 fonti
- Metodologia
Basta la data di consegna per ottenere le scadenze che il Codice del consumo collega a un acquisto da un venditore professionale in Italia. Il calcolatore mostra la fine della garanzia di 2 anni, il periodo di presunzione e il termine di prescrizione, e tiene conto di beni usati e interventi di riparazione. Vale per le vendite concluse dal 1 gennaio 2022; regole controllate il 27 settembre 2026.
Quanto dura la garanzia legale?
La garanzia legale di conformità è la responsabilità del venditore verso il consumatore per i difetti che il bene presenta già al momento della consegna. Il Codice del consumo la fissa in 2 anni (art. 133, Normattiva), contati dalla consegna del bene e non dal giorno del pagamento. Un difetto di conformità è uno scarto tra il bene ricevuto e quello promesso: descrizione, qualità, funzionalità, durata e idoneità all'uso dichiarato. Per un acquisto consegnato il 14 agosto 2026, la copertura vale per i difetti che si manifestano fino al 14 agosto 2028. Fino al 14 agosto 2027 la legge presume inoltre che il difetto ci fosse già. L'azione davanti al giudice si prescrive il 14 ottobre 2028, cioè 26 mesi dopo la consegna. La richiesta va rivolta al venditore, anche quando il bene è fabbricato da un'altra impresa.
Ogni data è confrontata con un conteggio fatto a mano sull'articolo del Codice che la stabilisce, e i casi di controllo sono elencati in fondo alla pagina.
Dalla consegna: come si contano i mesi
Il punto di partenza è la consegna, cioè il giorno in cui il consumatore, o una persona indicata da chi acquista, riceve materialmente il bene. Per un ordine online conta quindi l'arrivo del pacco, non la conferma d'ordine.
Il conteggio segue il calendario comune: il giorno della consegna non si conta e il termine scade nel giorno del mese con lo stesso numero. Se quel mese non ha il giorno corrispondente, la scadenza cade nell'ultimo giorno del mese. Con una consegna il 31 dicembre 2025, per esempio, l'azione si prescrive il 29 febbraio 2028.
- Quando il termine per agire scade in un giorno festivo, slitta al primo giorno seguente non festivo; il calcolatore mostra la data di calendario, senza lo slittamento.
- Per dimostrare la data dell'acquisto servono lo scontrino, la fattura o un'altra prova d'acquisto, come la ricevuta di un pagamento elettronico.
- Il MIMIT indica di conservare lo scontrino per almeno 26 mesi, cioè il termine massimo per agire.
Chi deve provare che il difetto c'era già?
Nel primo periodo dopo la consegna l'onere della prova pesa sul venditore. La legge stabilisce una presunzione (art. 135, Normattiva): un difetto che si manifesta entro 1 anno dalla consegna si considera già esistente in quel momento.
Il venditore può superarla solo dimostrando il contrario, oppure quando la presunzione è incompatibile con la natura del bene o del difetto, come per un danno da urto. Con una consegna il 14 agosto 2026, un guasto comparso il 2 marzo 2027 rientra nella presunzione, valida fino al 14 agosto 2027.
Dopo quella data i ruoli si invertono. Un difetto comparso il 5 ottobre 2027 è ancora coperto dalla garanzia, ma spetta al consumatore provare che era presente alla consegna, di solito con una perizia tecnica.
Prescrizione in 26 mesi, senza denuncia
La prescrizione è il termine entro cui il consumatore può far valere il diritto davanti al giudice. Per la garanzia sui beni è di 2 anni e 2 mesi dalla consegna (art. 133, comma 3), quindi 2 mesi oltre la fine della copertura.
Quei mesi in più servono per i difetti comparsi alla fine del periodo. Un guasto manifestato il 10 agosto 2028, per un bene consegnato il 14 agosto 2026, può essere fatto valere fino al 14 ottobre 2028.
Il testo di riferimento è il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, riscritto in questa parte dal D.Lgs. 170/2021, che ha recepito la direttiva (UE) 2019/771. Per ogni vendita conclusa dal 1 gennaio 2022 è sparito l'obbligo di denunciare il difetto al venditore entro due mesi dalla scoperta. Molte guide riportano ancora quel termine, che oggi riguarda solo gli acquisti precedenti.
Riparazione o sostituzione: che cosa cambia nelle date
Il primo rimedio per il consumatore è rendere il bene conforme, con la riparazione o la sostituzione. L'intervento è senza spese e va eseguito entro un tempo ragionevole. Se nessuna delle due è possibile, o il venditore non interviene, restano la riduzione del prezzo e la risoluzione del contratto.
Per un acquisto concluso prima del 31 luglio 2026, nessuno dei due interventi sposta la fine della copertura o la prescrizione. Il Codice non sospende i termini mentre il bene è in assistenza e non prevede una garanzia separata sul pezzo di ricambio montato.
Anche la sostituzione lascia le date invariate. Il bene consegnato il 10 settembre 2026 e sostituito a maggio resta coperto fino al 10 settembre 2028. Il Codice non assegna al bene nuovo un periodo di copertura proprio.
Per le riparazioni sui contratti successivi conta la proroga prevista dalla direttiva.
Diritto alla riparazione: la proroga di 1 anno
La direttiva (UE) 2024/1799 sul diritto alla riparazione modifica la direttiva del 2019 sulla vendita di beni. Quando il consumatore sceglie la riparazione, il periodo di responsabilità del venditore si allunga una sola volta di 1 anno (art. 16, EUR-Lex). La regola riguarda i contratti conclusi dal 31 luglio 2026, e gli Stati dovevano recepirla entro il 31 luglio 2026.
Il decreto legislativo di recepimento è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 16 settembre 2026 (comunicato n. 189). Alla data della verifica, il 27 settembre 2026, non risultava ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e fino alla pubblicazione non produce effetti.
La proroga si somma alla fine del periodo ordinario. Non decorre dal giorno della riparazione, come invece scrivono alcuni siti. Un bene consegnato il 10 settembre 2026 e riparato su richiesta del 4 maggio 2027 resta coperto oggi fino al 10 settembre 2028. Con il decreto in vigore, la fine prevista passerebbe al 10 settembre 2029.
- Serve una riparazione chiesta prima della fine della copertura ordinaria; una sostituzione non dà diritto alla proroga.
- Per un contratto concluso prima del 31 luglio 2026 non c'è alcuna proroga, anche se la consegna è successiva.
Beni usati e periodo ridotto per accordo
I beni usati venduti da un professionista hanno la stessa tutela dei beni nuovi, salvo un accordo diverso nel contratto. Le parti possono ridurre sia la copertura sia il termine per agire a un periodo non inferiore a 1 anno (art. 133, comma 4).
Senza quella clausola il calcolo resta identico a quello di un bene nuovo. Con la clausola, un usato consegnato il 14 agosto 2026 è coperto fino al 14 agosto 2027, e la stessa data chiude anche la possibilità di agire in giudizio.
Per un usato la conformità si valuta tenendo conto dell'età, del prezzo e dell'uso normale del bene. L'usura prevedibile di un'auto o di uno smartphone di seconda mano non è un difetto.
Garanzia del produttore, beni digitali e autorità
La garanzia convenzionale, detta anche garanzia commerciale, è una promessa volontaria del produttore o del venditore, con durata e condizioni proprie. Si aggiunge alla tutela di legge e non può ridurla.
- I beni con elementi digitali, come smart TV e orologi connessi, seguono le stesse scadenze di 2 anni e 26 mesi, con regole in più sugli aggiornamenti.
- Il contenuto digitale acquistato da solo, come un'app o un file scaricato, ha una disciplina a parte nel Codice, con la stessa durata.
- L'AGCM interviene sulle pratiche commerciali scorrette, come negare la tutela di legge per vendere un'estensione a pagamento.
- Il Ministero delle imprese e del made in Italy pubblica le domande frequenti sulle garanzie post-vendita.
- Per un acquisto da un'impresa di un altro Paese dell'Unione, il Centro europeo consumatori offre assistenza gratuita.
Il modo in cui il calcolatore conta ogni termine, e perché, è descritto nella metodologia.
Domande frequenti
Se il prodotto viene sostituito parte una nuova garanzia?
La legge non lo prevede. Il bene sostitutivo deve essere conforme, ma i 2 anni si contano dalla prima consegna. Una nuova decorrenza è una lettura sostenuta da alcune associazioni dei consumatori, non un obbligo di legge.
Cosa copre la garanzia legale di 2 anni?
Copre i difetti presenti alla consegna: un bene che non corrisponde alla descrizione, non funziona come dovrebbe o dura meno di quanto ci si possa ragionevolmente attendere. Non copre l'usura normale, i danni accidentali e l'uso improprio.
Si può usare la garanzia legale senza scontrino?
Sì, se la data e il luogo dell'acquisto si possono dimostrare in altro modo. Valgono la fattura, l'estratto conto della carta, la conferma d'ordine o il documento di trasporto.
C'è la garanzia su un bene usato comprato da un privato?
La tutela del Codice del consumo vale solo quando chi vende è un professionista. Tra privati si applicano le norme del codice civile sulla vendita, con termini più brevi e regole diverse.
La garanzia legale vale per chi compra con partita IVA?
No, se l'acquisto è fatto per l'attività professionale: il consumatore è una persona fisica che agisce per scopi privati. Una fattura intestata al solo codice fiscale, per uso personale, non cambia la tutela.
I prodotti ricondizionati hanno la garanzia legale?
Sì, quando li vende un professionista. Sono in genere trattati come beni usati, quindi il contratto può ridurre la copertura fino a 1 anno. Senza quella clausola valgono le scadenze ordinarie.
Garanzia scaduta da pochi giorni: cosa si può fare?
Conta quando è comparso il difetto. Se si è manifestato entro i 2 anni, il diritto si può far valere fino alla prescrizione, 26 mesi dalla consegna. Un difetto nato dopo è fuori dalla tutela di legge, ma può rientrare in una garanzia del produttore ancora attiva.
Bisogna ancora denunciare il difetto entro due mesi?
No, se il contratto è stato concluso dal 1 gennaio 2022. Quella denuncia è stata eliminata dalla riforma del Codice. Una comunicazione scritta al venditore resta comunque utile come prova della data del reclamo.
Verificato su risultati noti
Ogni caso ha un risultato fissato dalla sua fonte. Il calcolatore lo ricalcola a ogni pubblicazione e una pagina che non corrisponde più non viene pubblicata.
Consegna il 15/03/2026: la garanzia copre i difetti che si manifestano fino al 15/03/2028
- Atteso
- 15 marzo 2028
- Questo calcolatore
- 15 marzo 2028
Calcolato secondo Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, art. 133(si apre in una nuova scheda)Apri questo caso
Consegna il 15/03/2026: l'azione si prescrive ventisei mesi dopo
- Atteso
- 15 maggio 2028
- Questo calcolatore
- 15 maggio 2028
Calcolato secondo Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, art. 133(si apre in una nuova scheda)Apri questo caso
Consegna il 31/12/2025: il ventiseiesimo mese è febbraio 2028, che finisce il 29
- Atteso
- 29 febbraio 2028
- Questo calcolatore
- 29 febbraio 2028
Calcolato secondo Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, art. 133(si apre in una nuova scheda)Apri questo caso
Fonti
I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.
- Le garanzie post-vendita. Domande frequenti (FAQ)(si apre in una nuova scheda)
Ministero delle imprese e del made in Italy
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