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Calcolo pensione di reversibilità

Quota di coniuge e figli, taglio per reddito della Tabella F con clausola di salvaguardia e soglie 2026 legate al trattamento minimo INPS.

La famiglia riceve il 60% della pensione del defunto se resta solo il coniuge, l'80% con un figlio e il 100% con due o più figli. Se non ci sono figli a carico, la quota del coniuge perde il 25%, 40% o 50% quando il suo reddito supera 3, 4 o 5 volte il trattamento minimo.

Tipo di pensione

Una mensilità lorda; l'anno ne conta 13

Chi riceve la pensione

Contano i figli minori, studenti o inabili a carico

Imponibile IRPEF dello stesso anno, senza TFR, casa di abitazione né questa pensione

Pensione di reversibilità al mese

900,00 €

  • Quota del coniuge75%
  • Riduzione per reddito25%
Aliquota della famiglia
60%
Importo al mese prima della riduzione
1200,00 €
Percentuale di riduzione
25%
Riduzione in un anno
3900,00 €
Clausola di salvaguardia
Non necessaria
Limite pari al reddito
Non necessario
Quota del coniuge al mese
900,00 €
Quota del coniuge in un anno
11.700,00 €
Totale in un anno (13 mensilità)
11.700,00 €
Soglia della riduzione del 25%
23.862,15 €
Soglia della riduzione del 40%
31.816,20 €
Soglia della riduzione del 50%
39.770,25 €

Calcolo pensione di reversibilità al coniuge superstite e ai figli con le regole INPS del 2026. Dalla pensione lorda del defunto, dai familiari che ne hanno diritto e dal reddito del coniuge si ottiene l'importo lordo al mese. Vale anche per la pensione indiretta, con i dati verificati al 29 settembre 2026.

Quanto spetta al coniuge e ai figli

La pensione ai superstiti è una percentuale della pensione del dante causa, cioè la persona deceduta. Si chiama di reversibilità se il defunto era già in pensione, indiretta se era ancora un lavoratore assicurato. L'aliquota dipende da chi resta in famiglia (legge n. 335/1995, art. 1 comma 41). Il coniuge superstite da solo riceve il 60%. Con un figlio la famiglia arriva all'80%, con due o più figli al 100%. Senza coniuge, un figlio solo ha il 70%, due figli l'80%, tre o più il 100%. La percentuale si applica alla pensione diretta del defunto, cioè l'assegno lordo che riceveva a proprio nome, su 13 mensilità. Con una pensione di 2000 € al mese, il coniuge solo parte da 1200,00 € al mese. Con un figlio minore la famiglia riceve 1600,00 € al mese.

Quando ci sono figli, al coniuge va il 60% della pensione e il resto si divide in parti uguali tra i figli. Non è una percentuale scritta nella tabella delle aliquote, ma la prassi INPS basata sull'art. 22 della legge n. 903/1965. Nell'esempio con un figlio, 1200,00 € vanno al coniuge e 400,00 € al figlio.

Gli esempi di questa pagina sono calcolati a mano con le stesse regole e riprodotti tra i casi verificati.

Come si calcola la riduzione per reddito?

Si confronta il reddito annuo del coniuge con tre soglie, pari a 3, 4 e 5 volte il trattamento minimo annuo. Sopra ciascuna la quota scende del 25%, del 40% o del 50% (Tabella F della legge n. 335/1995). Il trattamento minimo è la pensione minima del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Nel 2026 vale 611,85 € al mese, 7954,05 € su 13 mensilità (INPS, circolare n. 153/2025).

Soglie di reddito del 2026
Reddito annuo del coniugeRiduzioneQuota che resta
Fino a 23.862,15 €Nessuna100%
Oltre 23.862,15 € e fino a 31.816,20 €25%75%
Oltre 31.816,20 € e fino a 39.770,25 €40%60%
Oltre 39.770,25 €50%50%

Un reddito esattamente pari a una soglia resta nella fascia di reddito inferiore, perché la legge parla di reddito superiore al limite. Il minimo del 2026 è provvisorio, legato alla perequazione provvisoria, e le soglie cambiano ogni 1° gennaio insieme al nuovo minimo.

La regola è nota anche come divieto di cumulo dei redditi: la reversibilità si somma al reddito proprio, ma oltre le soglie una parte viene trattenuta. Colpisce solo il coniuge, e anche genitori e fratelli quando sono loro a ricevere la pensione. Le quote dei figli non vengono mai ridotte. Con 28.000 € di reddito la quota del coniuge scende da 1200,00 € a 900,00 € al mese.

La clausola di salvaguardia in un esempio

La clausola di salvaguardia evita che superare una soglia di pochi euro costi più di quanto si guadagna. Pensione ridotta più reddito non possono scendere sotto il totale che spetterebbe con un reddito pari al limite della fascia precedente (legge n. 335/1995, art. 1 comma 41).

Con 24.500 € di reddito il coniuge supera di poco la prima soglia. Il solo taglio del 25% lascerebbe 11.700,00 € l'anno, cioè 900,00 € al mese. Chi guadagna 23.862,15 € tiene invece la quota intera di 15.600,00 €, per un totale di 39.462,15 €. La salvaguardia garantisce lo stesso totale: la quota sale a 14.962,15 € l'anno, 1150,93 € al mese.

Nella seconda fascia il confronto parte dalla quota già ridotta del 25%. Con 32.000 € di reddito il taglio del 40% darebbe 9360,00 €, mentre la salvaguardia porta la quota a 11.516,20 € l'anno, 885,86 € al mese. Più il reddito si allontana dalla soglia, meno la clausola conta: con 28.000 € vale già il taglio pieno.

Il limite della Corte costituzionale

Il taglio non può mai superare il reddito del coniuge. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 162/2022, che l'INPS applica con la circolare n. 108/2023, insieme alle fasce e alla salvaguardia.

Il limite decide solo con pensioni molto alte e nelle fasce del 40% e del 50%. Nella prima fascia la salvaguardia lascia sempre una quota più alta, e per le pensioni comuni è lei a decidere. Un esempio: pensione del defunto di 13.000 € al mese, reddito del coniuge di 40.000 €. Il taglio del 50% toglierebbe 50.700,00 € l'anno, e anche dopo la salvaguardia supererebbe il reddito. Il limite lo ferma a 40.000,00 €, pari al reddito: la quota resta 61.400,00 € l'anno, 4723,08 € al mese.

Il calcolatore applica le tre regole in quest'ordine e tiene la quota più alta. Le righe del risultato indicano se ha deciso la fascia, la salvaguardia o il limite.

Redditi che contano e redditi esclusi

Conta il reddito imponibile IRPEF del coniuge, al netto dei contributi previdenziali, dello stesso anno in cui riceve la pensione. Il reddito del defunto non entra nel conto.

  • Entrano: stipendi, redditi da lavoro autonomo, la propria pensione diretta e gli altri redditi soggetti a IRPEF.
  • Restano fuori: il TFR e le sue anticipazioni, il reddito della casa di abitazione e gli arretrati soggetti a tassazione separata.
  • Resta fuori anche la reversibilità stessa, che non riduce sé stessa.

Il reddito dell'anno di riferimento non è noto finché l'anno non finisce. Per questo il risultato cambia se nel campo si inserisce una stima diversa. Con 20.000 €, sotto la prima soglia, la quota resta intera: 1200,00 € al mese.

Figli nel nucleo: quando la quota non si riduce

Il taglio legato al reddito non si applica se nel nucleo familiare del coniuge vive un figlio minore, studente o inabile (legge n. 335/1995, art. 1 comma 41). Con un figlio minore e 28.000 € di reddito la famiglia riceve comunque 1600,00 € al mese.

  • Figli minori di età.
  • Studenti a carico che non lavorano, alle scuole superiori o all'università entro la durata legale del corso.
  • Figli inabili al lavoro e a carico, a qualunque età.
  • Nipoti minori a carico del nonno o della nonna deceduti, trattati come figli.

Il calcolatore considera ogni figlio indicato come beneficiario, quindi minore, studente o inabile. Quando l'ultimo figlio perde il diritto, l'aliquota torna al 60% del solo coniuge e la riduzione può scattare di nuovo.

Pensione indiretta, unione civile e altri superstiti

La pensione indiretta spetta ai familiari di un lavoratore morto prima di andare in pensione. Servono almeno 15 anni di contributi, oppure 5 anni di cui 3 nei cinque anni prima del decesso (scheda INPS sulla pensione ai superstiti). Aliquote e riduzioni sono le stesse della reversibilità.

La differenza sta nella base: si parte dalla pensione che l'assicurato avrebbe avuto con i contributi versati. L'INPS la calcola con la domanda; nel calcolatore va inserita una stima, scegliendo il tipo indiretta.

Il partner di un'unione civile ha gli stessi diritti del coniuge, comprese aliquote e riduzione. Anche l'ex coniuge divorziato con assegno divorzile può avere una quota, stabilita dal tribunale. Senza coniuge né figli, la pensione può andare ai genitori anziani a carico e poi a fratelli e sorelle inabili a carico, con aliquote proprie. Questi casi sono descritti ma non calcolati.

Importo nel 2026: perequazione e tredicesima

Ogni anno la reversibilità segue la perequazione, l'adeguamento delle pensioni all'inflazione. L'aumento del 2026 è provvisorio e viene conguagliato quando l'indice diventa definitivo (INPS, circolare n. 153/2025). Lo stesso vale per il trattamento minimo e quindi per le soglie.

La quota si paga in 13 mensilità: la tredicesima arriva a dicembre insieme alla rata ordinaria. Per questo la quota annua del risultato è divisa per 13.

Gli importi sono lordi, prima delle trattenute fiscali. La reversibilità si somma alla pensione diretta del superstite, che a sua volta entra nel reddito del taglio. La data della propria uscita dal lavoro si stima con il calcolo età pensionabile.

Domande frequenti

Si può lavorare con la pensione di reversibilità?

Sì. La reversibilità è compatibile con il lavoro dipendente e autonomo. Lo stipendio, al netto dei contributi, entra però nel reddito che decide la riduzione della quota del coniuge, se nel nucleo non ci sono figli con diritto alla pensione. Il calcolo stipendio netto mostra come si compone una busta paga.

Cosa succede alla reversibilità se il coniuge si risposa?

Con le nuove nozze il coniuge perde il diritto alla propria quota. Al suo posto riceve una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. Le quote dei figli continuano. Il calcolatore non stima questa somma.

Spetta la quattordicesima sulla pensione di reversibilità?

Può spettare, perché la quattordicesima dipende dall'età e dal reddito di chi riceve la pensione, non dal tipo di pensione. Conta il reddito del superstite, non quello del defunto, e l'INPS verifica i requisiti ogni anno. Il calcolatore non la include e mostra solo le tredici mensilità.

Fino a quando spetta la reversibilità ai figli?

Fino alla maggiore età per i figli minori. Gli studenti a carico che non lavorano la mantengono fino a 21 anni con la scuola superiore e fino a 26 con l'università, entro la durata legale del corso. Per i figli inabili a carico dura finché resta l'inabilità. Il coniuge la riceve invece per tutta la vita, salvo nuove nozze.

L'ex coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità?

Sì, se riceveva l'assegno divorzile e non si è risposato. Se il defunto non lascia un coniuge superstite, l'ex coniuge riceve la reversibilità. Se invece c'è anche un nuovo coniuge, il tribunale divide la pensione tra i due (legge n. 898/1970, art. 9). Il calcolatore non stima questa ripartizione.

Entro quando si presenta la domanda?

La domanda si presenta online all'INPS o tramite un patronato. Secondo la scheda INPS può essere presentata in qualsiasi momento entro dieci anni dal decesso. Presentarla presto evita di attendere gli arretrati, che l'INPS calcola al momento della liquidazione.

Il reddito di quale anno conta per la riduzione?

Quello dello stesso anno solare in cui si riceve la pensione. Poiché non è ancora noto, l'INPS paga intanto in base al reddito dichiarato in via presunta. Quando arriva il reddito effettivo ricalcola la quota e recupera o restituisce la differenza.

La pensione di reversibilità è tassata?

Sì. È un reddito di pensione e paga l'IRPEF a scaglioni, insieme alle addizionali regionali e comunali. Il netto dipende dagli altri redditi e dalle detrazioni per redditi di pensione, per questo il calcolatore mostra solo importi lordi.

Verificato su risultati noti

Ogni caso ha un risultato fissato dalla sua fonte. Il calcolatore lo ricalcola a ogni pubblicazione e una pagina che non corrisponde più non viene pubblicata.

Fonti

I dati e le regole di questa pagina sono stati verificati il su queste pubblicazioni.

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